Anatomia Yoga: Mula Bandha per tutti

Difficile dare un’unica definizione del termine sanscrito “bandha”. Eppure quante volte, durante una classe, ci siamo sentiti dire che solo attivando i bandha la nostra pratica potrà davvero migliorare! Come sempre nello Yoga, la pratica costituisce l’unica strada per afferrare davvero l’essenza di questa disciplina millenaria eppure sempre più attuale. Ma qualche semplice indicazione è possibile, e può aiutarci lungo il cammino. La traduzione letterale di “bandha” è legame – anche se a me piace molto usare la traduzione inglese, ovvero “lock”, serratura. I bandha non sono fasce muscolari ma piuttosto azioni che coinvolgono muscoli che solitamente non attiviamo a livello conscio. E il bandha che sicuramente tutti noi dovremmo attivare durante la nostra pratica è Mula Bandha, il Bandha della radice, posto alla base della colonna vertebrale: quello che a livello fisico ci aiuta maggiormente a trovare l’asse centrale del nostro corpo, e diventa quindi fondamentale in tutte le asanas che coinvolgono la ricerca dell’equilibrio. Esistono moltissime spiegazioni anatomiche per localizzare e attivare Mula Bandha, ma se ci concentriamo esclusivamente sulle sue connotazioni fisiche, rischiamo di attivare una ricerca frustrante e spesso vana dei muscoli che si estendono dal coccige all’osso pubico, fino a sostenere i nostri organi interni. Quindi quando pratico, io preferisco attenermi alle istruzioni molto semplici di un grande maestro di Ashtanga Yoga, Richard Freeman: “espirando molto lentamente e in profondità, notiamo che al termine dell’espirazione i muscoli del pavimento pelvico sono naturalmente allenati ad espellere fino all’ultima particella d’aria. In questo punto dobbiamo cercare Mula Bandha”. Concentrandoci al termine di ogni profonda espirazione, possiamo trovare questo Bandha e ricordarci della sua esistenza durante tutta la nostra pratica, senza forzature. Attivandolo delicatamente ma in modo continuo, ne esalteremo i benefici di stabilità, di protezione della zona lombosacrale durante flessioni anteriori, posteriori e torsioni del busto. Con il tempo, ci accorgeremo anche dei suoi vantaggi psichici: una sensazione di grande benessere, energia e di maggiore consapevolezza dei movimenti del nostro corpo.

 

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