Vinyasa basics – Uttanasana, introspezione e gratitudine

Le flessioni in avanti sono tra le posture più interessanti nella pratica fisica dello Yoga. Pensiamo ad Uttanasana, la più semplice tra queste asanas. Questo semplice piegamento del busto in avanti, con l’intenzione di portare il petto in appoggio sulle cosce, da solo contribuisce a livello mentale, a calmare la mente, alleviare lo stress e i momenti di leggera depressione, riduce il senso di affaticamento e l’ansia; sul piano fisiologico, stimola l’azione del fegato e dei reni, migliora la digestione, allevia i sintomi della menopausa; a livello muscoloscheletrico allunga i bicipiti femorale, i polpacci e i flessori dell’anca, rinforzando con l’azione di sollevamento dei quadricipiti le nostre ginocchia. E se vogliamo aggiungere un tocco “estetico”, Uttanasana, favorendo l’inversione del flusso sanguigno verso il viso, ne tonifica i tessuti donando subito un aspetto più disteso al volto. Un lifting naturale, insomma.
Ma al di là dei tanti ed evidenti benefici fisici e psichici, a livello emotivo flettersi in avanti (soprattutto profondamente, come in Uttanasana) simboleggia un inchino: ci pieghiamo in avanti davanti ad un’immagine sacra, o ad una persona che rappresenta per noi un punto di riferimento. E ancora, flettere il busto verso le gambe simboleggia un chiudersi in raccoglimento, dentro noi stessi, per ascoltare i nostri suoni interni, il movimento del nostro respiro. Un momento, seppure breve, per incontrare noi stessi. Nel giorno del Ringraziamento, le flessioni del busto in avanti sono un modo per ringraziare il Divino che c’è in noi, ma anche tutti coloro che arricchiscono la nostra vita con la loro presenza, dedicando loro la nostra pratica. Pratichiamole sempre ricordandoci, in caso di problemi alla schiena o eventuali traumi alla muscolatura posteriore delle gambe, di mantenere le ginocchia flesse con il busto in appoggio sulle cosce, in modo da poter appoggiare le mani saldamente a terra. Da qui distendiamo progressivamente le gambe, ricordando di ascoltare i legamenti crociati delle ginocchia, e respirando naturalmente.
Buona pratica, e un grazie particolare oggi a tutti coloro che dedicano il loro tempo a leggere le mie parole, e a tutti gli studenti che hanno scelto di praticare con me. Namaste!

la pratica corretta di Uttanasana

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