Vinyasa Basics: Vrksasana

Tra i miei asana preferiti, meritano un posto speciale tutti quelli che mettono alla prova il nostro equilibrio. Se in tutti gli altri asana resta un piccolo spazio mentale per perdere l’aspetto meditativo della pratica, in quelli in cui siamo in equilibrio su una sola gamba questo aspetto dispersivo svanisce. E’ sufficiente perdere attenzione per un secondo, per cominciare a traballare. Quando la mente prende il sopravvento, l’equilibrio ci sfugge. Le posizioni che testano il nostro equilibrio ci chiedono innanzi tutto di sfidare una potente forza della natura, la forza di gravità. Per conquistarle, è necessario davvero applicare tutti i principi della pratica: drishti (sguardo), bandha, pranayama. Quando questi tre elementi sono in sintonia, l’equilibrio arriva da solo, e ci permette di “volare”, fisicamente e mentalmente. Psicologicamente, le posizioni di equilibrio mettono alla prova il nostro ego. Quante volte ci siamo sentiti imbarazzati nel perdere l’equilibrio in una postura anche semplice, come Vrksasana (Albero)? Cadere è una delle cose che maggiormente ci mette davanti al nostro ego, che subito sembra chiedersi: “cos’ho che non va? Cosa penseranno gli altri?”. Dal punto di vista fisico, come tutti gli altri oggetti nello spazio soggetti alla forza di gravità, per stare in equilibrio dobbiamo imparare a trovare il nostro centro. Per farlo, proviamo a metterci in piedi davanti ad uno specchio, in Tadasana (Montagna). Con i piedi paralleli, le braccia lungo i fianchi, immaginiamo di vedere un pendolo che scende dal soffitto e ci attraversa fino a toccare il pavimento. Il nostro centro si trova leggermente al di sotto dell’ombelico: la nostra base di appoggio è costituita da entrambi i piedi. Per mantenere l’equilibrio, dobbiamo distribuire equamente il nostro peso su entrambi i lati e su entrambi i piedi. Ora proviamo a sollevare una gamba da terra, posizionando ad esempio il piede sinistro sull’interno della coscia destra. Continuiamo ad osservarci allo specchio, e notiamo come sia cambiata, rispetto all’immaginario pendolo, la posizione del nostro centro di equilibrio. Contemporaneamente, la nostra base di appoggio è diventata più piccola, essendo costituita da un solo piede. Proviamo ad allargare le dita del piede destro sul tappetino: questa azione rende la nostra base più larga. Inoltre, attivare le dita dei piedi ci aiuta a scaricare meglio il peso del corpo. Proviamo a cambiare la posizione delle braccia: teniamo dapprima le mani in appoggio sulle ginocchia, poi portiamole in preghiera davanti al petto, e infine sopra la testa. Noteremo che ad ogni passaggio, il nostro centro di equilibrio si sposta verso l’alto, rendendo la posizione più difficile. Pratichiamo questo asana per imparare a trovare l’equilibrio anche in momenti in cui il nostro quotidiano sembra toglierci “il terreno sotto i piedi”. Vrksasana è una posizione che ci ricorda che anche quando il terreno sotto di noi “frana”, possiamo trovare il modo per restare in piedi, e protenderci verso l’alto per cercare nuova ispirazione. Buon weekend e buona pratica!

da Tadasana a Vrksasana

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