Oltre la Prima Serie: è il momento giusto?

Torno a tradurre a beneficio (spero!) di tutti gli Ashtangi un articolo molto interessante pubblicato da Louise Jolly sul blog di Ashtanga Brighton. Ringrazio inoltre Lucia Coghi, che gestisce l’Ashtanga Yoga Discussion Group su Facebook, e Hannah Moss, che lavora presso la Shala di Brighton per aver portato alla mia attenzione questo interessante punto di vista. Si parla dell’introduzione delle posture della Seconda Serie nella pratica di chi non ha ancora completato perfettamente la sequenza della Prima Serie. E’ giusto? E’ sbagliato? Sono molti gli Ashtangi che, nel corso della loro vita, praticano prevalentemente la Prima Serie di questo splendido metodo, perché per motivi fisici, o di tempo, non riescono ad andare oltre seguendo il metodo tradizionale – che prevede l’avanzamento della pratica e l’assegnazione di nuove posizioni solo in seguito al perfezionamento (ovviamente secondo le possibilità individuali) delle asana della Prima Serie.
La stessa autrice del post tiene a precisare che sono ancora molte le sfide che la Prima Serie le pone: ad esempio ancora l’impossibilità di “chiudere” Supta Kurmasana, o di salire in piedi dai backbends, e così via.
Quindi come mai Louise ha deciso comunque di inserire asana della Serie Intermedia nella sua pratica, invece che continuare a perfezionare quelle della Prima Serie? Nancy Gilgoff, grande insegnante di Ashtanga Vinyasa Yoga, ha una risposta. A suo parere la Prima e la Seconda Serie possono essere utilizzare per bilanciare la propria pratica. Secondo Nancy, la nostra salute fisica e psichica può avere grande beneficio dalla pratica di queste due serie fin dal momento in cui siamo in grado di praticare sincronizzando asana e respiro. Se sostiamo troppo a lungo nella Prima Serie, cercando di perfezionare le varie asana, rischiamo di esporci agli infortuni che possono essere provocati dalla costante ripetizione delle flessioni in avanti presenti nella sequenza.

Un processo di guarigione.

Louise Jolly ha avuto modo di fare esperienza diretta di quanto esposto nel suo articolo (e aggiungo una nota personale: anche io!). Dopo aver praticato da sola per molti anni la Prima Serie, Louise ha riportato una infiammazione costante nella zona lombare della colonna, e dolori alle ginocchia. A questo punto Nancy le ha insegnato le posture della seconda serie incoraggiandola ad alternarle alla prima. In breve tempo, questi dolori sono scomparsi e il corpo di Louise è diventato più forte. La sua pratica era più bilanciata, e comprendeva le backbends della Seconda Serie che bilanciavano le molte flessioni della Prima.

Una nuova apertura

Anche gli aspetti mentali ed emotivi legati alla pratica della Seconda Serie si sono rivelati importanti. Una persona calma, introversa, può riscontrare un’esacerbazione di questi tratti caratteriali da un’eccessiva pratica della sola Prima Serie: le tante flessioni tendono infatti a dirigere internamente le proprie energie. Di contro, l’apertura della parte anteriore del corpo legata alle asana della seconda serie favorisce una maggiore connessione con il mondo esterno.

Liberarsi dagli ostacoli della mente

Kapotasana
Un’ulteriore vantaggio della pratica della Seconda Serie è la liberazione dalla paura. Paura di asana considerate “troppo” per chi ancora è alle prese con la Prima Serie. Praticarle o almeno tentare di farlo, con regolarità, elimina questa sensazione di paura. E questo si traduce anche nella vita: troviamo il coraggio di “provare”, di darci una chance. Anche se non riusciamo ad essere “perfetti” nella posizione.

In breve, praticare la Seconda Serie ha per Louise Jolly mille risvolti positivi: fisici, mentali ed emotivi. Nel suo caso specifico, la Seconda Serie le è stata di aiuto nel recupero dagli infortuni che aveva riscontrato, e le ha dato la forza di “sfidare” la pratica. Studiare con Nancy, che le ha trasmesso questo approccio, le è stato di grandissimo aiuto anche nell’affrontare i viaggi a Mysore per studiare con Sharath. Chi desiderasse approfondire questi aspetti può leggere l’articolo di Nancy Gilgoff “Ashtanga Yoga as it Was“.

(Fonte: Ashtanga Yoga Brighton – Louise Jolly)
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