Inversioni al potere: l’interpretazione Jivamukti Yoga

David Life esegue un’inversione (dal sito Jivamuktiyoga.com)
E’ innegabile: le inversioni sono da qualche tempo un “hot topic”, un argomento di grande interesse nel mondo dello Yoga. Sui social networks le immagini di yogi e yogini impegnati in inversioni più o meno impegnative impazzano e invogliano i praticanti a sperimentare queste asana che, oltre ad essere spettacolari, hanno tantissimi vantaggi. Ho già parlato brevemente delle inversioni su questo blog, ma un approfondimento mi sembra dovuto, soprattutto dopo aver frequentato recentemente un workshop su questo tema, tenuto da Gianmarco Coventry (mettendo me stessa alla prova in più di una occasione!). Secondo il metodo Jivamukti, creato da Sharon Gannon e David Life, i benefici di queste asana si estendono dal corpo fisico al corpo sottile. Ho pensato quindi di tradurre per voi uno dei loro splendidi articoli, che trovate ovviamente in lingua originale sul bellissimo sito di Jivamukti Yoga.
“Le inversioni sono per varie ragioni le asana più importanti della pratica Yoga. I loro effetti positivi si manifestano su diversi livelli: fisico, psicologico e spirituale. Le inversioni portano equilibrio e armonia non solo al corpo fisico, ma anche ai corpi energetico, emotivo e mentale, oltre a promuovere la crescita spirituale. Invertire la nostra posizione eretta dona salute fisica, rallenta l’invecchiamento cellulare, tonifica i muscoli e la pelle, migliora circolazione, respirazione e digestione, aumenta la densità ossea, rinforza il sistema immunitario, riduce stress e ansia, accresce l’autostima e la capacità di concentrazione, stimola il sistema dei chakra e ci rende più tranquilli, felici, ottimisti e inclini alla spiritualità. La pratica delle inversioni può aiutarci nella strada verso l’auto-realizzazione. Ma come possiamo verificare queste affermazioni?
Rovesciando l’azione della gravità sul nostro corpo, internamente ed esternamente, le inversioni effettuano un potente massaggio a tutti gli organi interni. Sono di supporto nel processo di disintossicazione, combattendo la stasi delle tossine. Invertire la nostra posizione cambia radicalmente il nostro orientamento rispetto alla Terra, e nel mantenere questa posizione esercitiamo isometricamente il nostro corpo contribuendo ad aumentare la densità ossea.
Le inversioni sono un ottimo esercizio per il nostro cuore, ed incoraggiano il ritorno venoso. Molti esperti affermano che queste posizioni hanno gli stessi benefici dell’esercizio aerobico a livello cardiaco e circolatorio. Solitamente, le arterie portano il flusso sanguigno ossigenato alle varie parti del nostro corpo, mentre le vene devono contare sul movimento dei muscoli per contrastare la gravità e riportare il sangue verso il cuore. Quando eseguiamo le inversioni, il ritorno venoso avviene senza sforzo – un’azione tra l’altro preventiva rispetto a patologie come le vene varicose. Durante le inversioni, il cuore può riposare. Normalmente, il cuore lavora 24 ore su 24 contro la forza di gravità per far circolare il sangue ossigenato verso il cervello e attraverso il nostro corpo; ma quando siamo a testa in giù, il sangue circola in queste direzioni senza sottoporre a questo sforzo solo il nostro cuore.
Le inversioni stimolano inoltre l’intero sistema linfatico, rinforzando il nostro sistema immunitario. A testa in già, stimoliamo e nutriamo le ghiandole endocrine, in particolar modo le ghiandole pituitaria e pineale. Queste due ghiandole, stimolate dalla pressione creata dalle inversioni, rilasciano ormoni in grado di regolare il metabolismo cellulare, contribuendo in modo sensibile alla nostra salute, al nostro equilibrio psicologico, e donando chiarezza, vitalità e ottimismo al nostro sistema mente/corpo.
Stare a testa in giù ci porta inoltre a rovesciare il nostro punto di vista. Ci apre a nuove esperienze, a nuovi modi di percepire. Tutto ciò che ci sembra normale, scontato, viene improvvisamente rovesciato. Questo disorientamento ci costringe ad attingere a luoghi della nostra psiche che non visitiamo molto spesso. Per trarre il massimo beneficio da questa nuova angolazione, dobbiamo rilassare il corpo e la mente, arrenderci al Divino con fiducia.
Attraverso le inversioni possiamo provare una sorta di regressione, di rinascita. Soprattutto in Sirsasana, quando la nostra testa appoggia sul piano terrestre diventando la base della nostra asana, ci ritroviamo a tuffarci dentro la Terra, dentro la nostra fonte primordiale. Il sentimento che proviamo è simile ad un ritorno nell’utero materno. Il risultato, a livello psicologico, può essere un afflato di rinnovata creatività. Elevare fisicamente il nostro cuore al di sopra delle nostre teste ha un profondo effetto psicologico, perché il nostro “cervello emotivo/intuitivo”, che ha sede nel cuore, prende il sopravvento sulla nostra mente razionale, intellettuale, dominata dal giudizio.
Le principali inversioni sono sirsasana (posizione sulla testa), salamba sarvangasana (posizione sulle spalle), halasana (aratro), adho mukha vrikshasana (verticale sulle mani), pinchamayurasana (posizione di equilibrio sugli avambracci) e viparita karani (posizione delle gambe al muro). La loro pratica dovrebbe essere quotidiana. Se il tempo è tiranno e non potete praticare per almeno un’ora, praticate almeno le inversioni – specialmente sirsasana e salamba sarvangasana— mantenendole per qualche minuto. Se non avete tempo nemmeno per queste asana, praticate adho mukha vrikshasana mantenendola per almeno 25 respiri, appoggiandovi se necessario ad un muro. L’obiettivo è mettersi a testa in giù almeno una volta a giorno! Ovviamente, se siete donne, evitate queste asana durante il ciclo mestruale, per lasciare indisturbato il normale flusso di apana verso la terra.
Sirsasana è nota come il “Re” di tutte le asana; la sua importanza è evidente in questa definizione. Ogni asana influenza un particolare chakra, e la posizione sulla testa stimola sahasrara chakra, il chakra della corona. La relazione karmica associata a questo chakra è il nostro rapporto con Dio. La consapevolezza è chimica, e sirsasana stimola le ghiandole pituitaria e pineale, situate nel nostro cervello, e deputate al rilascio di sostanze ormonali in grado di espandere la nostra coscienza. Attraverso questa asana abbiamo l’opportunità di lasciare andare le preoccupazioni superficiali del quotidiano, per lasciar spazio alla coscienza Cosmica. Le inversioni aprono la porta al Divino.”
~Sharon Gannon
Note per gli insegnanti:
Pratica: Gli insegnanti dovrebbero offrire a chi pratica l’esperienza delle inversioni, rispettando i tempi degli studenti. Praticare le inversioni dovrebbe essere compito di ogni insegnante, per poter poi assistere i propri studenti e introdurli adeguatamente alla pratica di queste asana.
Come insegnare: Fornite sempre spiegazioni dettagliate per l’esecuzione di ciascuna inversione; ad esempio, come utilizzare coperte o props, il muro, o una cintura a seconda dell’inversione trattata.
Studio: Dedicate il vostro tempo a studiare testi che vi aiutino ad approfondire queste asana anche teoricamente. Alcune idee:
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