Practice and all is coming

Guruji, Sri Krishna Pattabhi Jois

Manco dalle mie stesse pagine da un bel po’ ormai. Negli ultimi mesi ho affrontato una nuova sfida, un nuovo cambiamento di vita. Tutti i miei ritmi sono cambiati, il tempo a mia disposizione, il mio stile di vita. Sono quasi sempre in viaggio, per trasferte molto lunghe, e non è mai facile rimettersi in gioco. Su una sola cosa sapevo che non avrei fatto compromessi: la mia pratica. Quindi mi sono guardata dentro alla ricerca del percorso da seguire. Ho bisogno di una pratica che mi rafforzi. Che sostenga il mio corpo mantenendolo flessibile, e renda la mia mente calma e concentrata.

Pratico ormai da vent’anni e sono adesso nella situazione in cui devo scegliere un metodo da seguire. Un compagno di viaggio che sostituisca la stabilità che non ho, perché la mia casa , con questo nuovo impegno professionale, può essere solo il mio tappetino.
Il mio primo amore yogico è stata la pratica dell’Ashtanga Yoga. Ho iniziato a praticare in un momento molto simile: mi ero appena trasferita a Londra e avevo bisogno di una “casa” spirituale. Il destino mi ha messo sulla strada dell’Ashtanga e per molti anni ho praticato solo questo metodo. Poi la vita mi ha concesso di avere più tempo per me ed ho esplorato anche altri metodi, continuando a praticare Ashtanga sebbene non con la stessa continuità, in favore di stili meno strutturati. Tuttavia, nessuno stile come l’Ashtanga è mai stato in grado di offrirmi un termometro costante su me stessa – il mio stato psicofisico e spirituale. Tre mesi fa, quindi, sono tornata a praticare da studente. Ogni mattina alle 7, alla Shala, insieme a tante altre anime come la mia quando sono in qualche città. E da sola, quando sono in viaggio, in qualche camera d’albergo. Ma è stato tornare a praticare Ashtanga sotto la guida quotidiana di un insegnante certificato la vera riscoperta. L’energia di una autentica Yoga Shala, di tante persone che praticano insieme a te, penetra il corpo e la mente, e la trasformazione accade. Giorno dopo giorno, tornano posture dimenticate. Il flusso del respiro torna ad essere regolare, profondo. Quel respiro crea spazio all’interno del corpo e gli restituisce fluidità e forza. La ripetizione di una sequenza è un sistema infallibile per comprendere cosa ci sta accadendo. Un giorno sembra di volare, il giorno dopo le nostre braccia sembrano non avere forza, o i bandha sfuggono al nostro controllo. Ogni giorno il nostro corpo ci manda un segnale – qualcosa che abbiamo vissuto nelle ore precedenti alla pratica si trasferisce in essa, il messaggio è inequivocabile e possiamo solo ascoltarlo. Questi mesi mi hanno dato modo di capire ancora di più quanto sia importante seguire un metodo e, soprattutto, lavorare con chi questo metodo lo ha masticato, digerito, assimilato in tanti anni di pratica e insegnamento. Sono profondamente grata per questa opportunità, che mi ha fatto e mi fa molto riflettere. Credo che, indipendentemente dal metodo, debba insegnare solo chi sente questo cammino come una missione, chi ha studiato per molti anni seguendo un autentico maestro, e non sono in molti. Un ulteriore aspetto che amo del cammino nell’Ashtanga è la relativa assenza del concetto di “industria dello Yoga”, che negli ultimi anni ha visto sorgere mille piccoli business collegati a questa disciplina che, nella mia visione, resta soprattutto spirituale e, come diceva Guruji, per il 99% pratica e solo per l’1% teorica. La pratica dell’Ashtanga richiede dedizione, costanza, concentrazione. E’ uno stile asciutto eppure di incredibile profondità. Si potrebbero passare anni e anni solo a studiare il conteggio dei Vinyasa, senza riuscire a comprenderne il mistero. E forse, è proprio questo mistero ad essere la chiave che rende l’Ashtanga qualcosa di unico. E’ uno strumento, un modo per esplorare se stessi, per accettare i propri cambiamenti, sia quelli piccoli, del quotidiano, che quelli più importanti: gli anni che passano, i momenti difficili, le prove più significative dell’esistenza.
Forse non abbiamo ancora davvero compreso quanto sia stato importante Sri K. Pattabhi Jois, quanto grande sia il regalo che ci ha fatto.
Possiamo solo praticare, giorno dopo giorno. And all is coming.