Lo Yoga non può essere diluito: Sharath Jois

Paramaguru Sharath Jois, KPJAYI, Mysore

In questi giorni, molti studenti di KPJAYI stanno divulgando su facebook un importante messaggio di Sharath Jois in inglese.
Spero di fare cosa gradita a chi mastica questa lingua con qualche fatica traducendolo in italiano. E’ un messaggio a mio modesto parere di grande importanza soprattutto di questi tempi e nel nostro mondo occidentale, dove tutti vogliamo tutto subito – ma c’è qualcosa che non ci può essere consegnato in pochi mesi di corso intensivo. Si chiama Yoga.
“Il mondo ha bisogno dello Yoga oggi più che mai. Basta osservare lo stile di vita delle persone, ovunque, e l’India non fa eccezione. Tutto è diventato troppo veloce, tutti vogliono ottenere tutto e di corsa, perché siamo costantemente in competizione. Lo stress aumenta all’interno dei nostri corpi, siamo tutti soggetti a vite stressanti. In queste circostanze, lo yoga è utile nel mantenere in equilibrio corpo e mente, migliorare i livelli di concentrazione nella vita di tutti i giorni e garantire una vita più serena.
Insegno Ashtanga Yoga, uno dei metodi tradizionali. Le basi della pratica dell’Ashtanga Yoga sono vinyasa (respiro e movimento); tristhana (tre luoghi d’azione) e l’eliminazione dei “sei veleni”: lussuria, rabbia, ingordigia, illusione, orgoglio e invidia. Queste azioni positive, combinate tra loro, contribuiscono alla longevità individuale.
Lo yoga può essere praticato da chiunque, giovani, anziani, sani e malati. Naturalmente, le modalità di insegnamento saranno diverse a seconda della condizione di ogni praticante, a cui lo yoga verrà trasmesso in modo consono alle sue circostanze personali.
Sfortunatamente, nel mondo lo yoga viene dissolto negli stili di yoga definiti “moderni”. L’aspetto spirituale dello yoga è quasi ovunque assente. Di fatto, yoga e spiritualità sono strettamente connessi. Non possiamo estrapolare la spiritualità dallo yoga e continuare a praticarlo: non sarebbe più yoga. Abbiamo la grande necessità di tornare allo yoga tradizionale nelle sue modalità spirituali, che io considero la forma più autentica di pratica yoga. Questo è ciò che cerco di fare, mantenendo viva la tradizione dell’Ashtanga Yoga prima che qualcuno lo rivendichi in una versione “moderna”.
Sono inoltre perplesso dal numero crescente di insegnanti di yoga proveniente da scuole che offrono una preparazione basica. Non è possibile diventare insegnanti di Yoga in un mese o con un programma di certificazione qualsiasi. Lo Yoga è uno stile di vita. Una pratica di cui è necessario conoscere in profondità ogni aspetto, che va praticata sei giorni alla settimana nella sua forma più pura per un minimo di tre anni. Questo è il periodo minimo necessario a definirsi “insegnanti di yoga”.
Nella mia opinione, la conoscenza può essere trasmessa solo quando uno studente ha trascorso molti anni insieme ad un guru o ad un insegnante esperto, a cui si è affidato anima e corpo con fiducia. Solo in queste circostanze lo studente diventa pronto a ricevere la conoscenza. Questa trasmissione da insegnante a studente è la tradizione del parampara, che viene messa in pratica al KPJAYI.
Ci assicuriamo che chiunque pratichi Ashtanga Yoga e desideri promuoverlo, venga preparato sotto la nostra guida per almeno tre anni. Solo in seguito a questa preparazione, lo studente viene autorizzato a trasmettere l’Ashtanga Yoga nella sua forma originale, che ne comprende gli aspetti spirituali (gli insegnanti autorizzati KPJAYI sono presenti in oltre 70 paesi nei cinque continenti e si attengono agli insegnamenti trasmessi dal suo Guru Sri K. Pattabhi Jois).
Lo Yoga è integrale alle nostre vite e non riesco a pensare a me stesso privo della mia pratica, perché è il modo più naturale di costruire la personalità di un individuo. Lo Yoga garantisce una migliore salute corporea, una mente serena e tranquilla, rendendoci individui realizzati. La mia più alta fonte di ispirazione è mio nonno, Sri K. Pattabhi Jois, di cui desidero portare avanti il messaggio che è diventato per me una autentica benedizione.”
(Discorso di Sharath Jois a Aravind Godwda)
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