Yoga Vs violenza: parla PJ Heffernan

Traduco oggi per voi l’interessante post di PJ Heffernan, insegnante di Ashtanga Yoga autorizzato KPJAYI, che ho avuto il piacere di conoscere a Mysore e che offre sempre spunti di riflessione autentici e molto radicati nella realtà di tutti i giorni. PJ è una vera forza della natura, e i suoi messaggi sono altrettanto carichi di energia, e utilissimi a praticanti e insegnanti. Buona lettura!

YOGA E VIOLENZA

A chi pratica Yoga da tempo, il binomio tra Yoga e violenza appare con strana e inaspettata regolarità. Ci basta aprire le pagine delle Bhagavad Gita, per ritrovarsi su un campo di battaglia. I Ramayana, i libri di Kali, i Purana, un’immensa maggioranza di testi mitologici legati allo Yoga sono lezioni sulla violenza perpetrata in pensieri ed azioni. E se trascorrete parecchio tempo nelle sale dove si pratica Mysore o lezioni di Yoga, l’effetto pronto soccorso può sembrare allarmante. Molti tra noi praticanti di lungo corso hanno una lista infortuni più lunga delle nostre braccia. Come avviene nella vita, il dolore e la sofferenza siedono sul trono dello Yoga accanto ad illuminazione e consapevolezza. Se aspettassi ogni volta il via libera del mio corpo alla pratica, salirei sul tappetino una o due volte l’anno, se non mai.
Amici, studenti e colleghi, sappiate che mi alzo ogni mattina alle 2:30, e la mia battaglia inizia nel momento in cui mi trascino letteralmente fuori dal letto.  Ogni volta che srotolo il mio tappetino, inizia il mio duello con le mie debolezze, la mia negatività, i miei infortuni e la mia pigrizia latente. Ogni giorno, da 11 anni. E’ una battaglia che vinco tutti i giorni, da anni.  Guruji e Sharath hanno fatto un bel lavoro nel radicare in me questa capacità, fin dall’inizio del mio cammino con loro. Quando sono insieme ai miei insegnanti (per un mese o due ogni anno), do’ il meglio di me, e l’entusiasmo carico d’ansia ha la meglio sulla mia fatica e mi ispira ad esplorare me stesso in profondità. Da solo o sotto l’occhio vigile di un insegnante, la verità è che il percorso dello Yoga è una battaglia interiore. Affrontarlo ogni giorno, tenendo a bada la mia negatività, equivale ad una vittoria. Lo stesso concetto vale per le relazioni personali e professionali più impegnative a livello emotivo. Vincere i contrasti, raggiungere un risultato in modo amorevole, senza cadere preda di rabbia o risentimento è la pratica Yoga trasferita dal tappetino alla vita, la pratica che porto nel mio lavoro di insegnante e nella mia vita sentimentale.
Durante il suo tour a Los Angeles, Sharath ha affermato qualcosa di molto importante: “Questo tipo di Yoga serve a gestire noi stessi”. Ha parlato di quanto sia importante l’affinità con i nostri insegnanti, d mantenere con loro una relazione pulita e sacra. Ha spiegato che, quando amiamo e rispettiamo i nostri insegnanti, quando manteniamo con loro uno scambio di pensieri e sentimenti puri, il nostro percorso nello Yoga ne esce rinvigorito. Quando arriva il momento – e arriva sempre – in cui la comunicazione o le emozioni mettono alla prova questa reciprocità, è necessario fare ammenda e ristabilire il contatto, per evitare che questo rapporto prezioso si avveleni da entrambe le parti.
Un vero insegnante trasmette forza con la sua presenza, con la sua attenzione, la sua fede nei nostri progressi, la sua fiducia in noi che, grazie alla sua esperienza, vediamo la luce attraverso l’oscurità delle nostre paure, della violenza e della nostra ignoranza. Un vero insegnante diventa anche il faro che illumina la nostra vergogna, e la nostra responsabilità quando rinunciamo interiormente. E’ una battaglia che combattiamo nella vita e sul tappetino. Per esperienza, quante più battaglie riusciamo a vincere semplicemente ripetendo il rituale della pratica senza lasciarci condizionare dagli eventi del quotidiano, tanto più ci rafforziamo interiormente.  Chiunque riesca ad onorare il percorso quotidiano della pratica, indipendentemente dai traumi, dalle scuse, dalle sofferenze sentimentali e dal corpo dolorante, ha l’anima di un autentico guerriero. E’ un guerriero chiunque torni giorno dopo giorno, anno dopo anno, sul tappetino con cuore carico di passione e intenzione stabile. E’ solo così che possiamo conoscere lo Yoga.

Siamo arrivati in questo mondo con violenza, insanguinati e urlanti. Il mio augurio è che ognuno di noi possa sentire la grazia della battaglia, assaporare la calma interiore che deriva dalla profonda accettazione per questo mondo fatto di orrore e bellezza, piacere e dolore, vita dopo vita dopo vita… INVICTUS!

PJ by Alessandro Sigismondi

– PJ Heffernan
PJ è un insegnante Autorizzato Livello II presso KPJAYI, l’Istituto creato dal leggendario Sri K. Pattabhi Jois, fondatore dell’Ashtanga Yoga, e oggi diretto da Paramaguru Sharath Jois.
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