Jivamukti FOTM, maggio 2017: Essere il Cambiamento

“Siate il cambiamento che volete vedere nel mondo”

Da tre anni ormai è diventata una consuetudine per me tradurre il Focus Of The Month di Jivamukti Yoga. Che sia o meno il metodo che abbiamo scelto di praticare, Jivamukti ha una componente bhakti (devozionale) che si applica a qualsiasi Yogi contemporaneo. Il Focus Of The Month è una lettura, scritta da Sharon Gannon, David Life o altri senior teacher del metodo (in questo caso April Dechagas) da custodire come meditazione personale o da portare nelle proprie lezioni come spunto di riflessione. E quella di maggio è particolarmente intensa. Eccola a voi.

“yad-yad ācarati śreṣṭhas / tad-tadevetaro janaḥ / sa yat pramāṇaḿ kurute / lokas-tad-anuvartate Un grande uomo sa condurre al cambiamento con il suo esempio, stabilendo criteri che tutti gli altri uomini seguiranno.

Bhagavad Gita III.21

Le strade di Calcutta erano sporche e pericolose. In migliaia soffrivano di lebbra, colera e altre malattie contagiose. Negli ospedali sovraffollati, gli infermieri erano costretti ad allontanare i pazienti terminali rimettendoli sulle vie infestate da scarafaggi. Un gruppo di attivisti, capeggiati da Madre Teresa, rischiava la salute per assistere i poveri e i malati, anche se la maggior parte di loro era destinata a morte certa. Perché Madre Teresa aveva scelto di dedicare la sua vita a lavorare nelle condizioni più pericolose, per gente che non aveva nulla da dare? La sua risposta era: “Vedo Dio in ogni essere umano. Quando lavo la ferita di un lebbroso, mi sembra di aver cura di Dio in persona. Non è forse un’esperienza meravigliosa?”.

I grandi leader mondiali  – Madre Teresa, Martin Luther King Jr., Mahatma Gandhi, Rosa Parks, il Dalai Lama, Malala Yousafzai – condividono alcune caratteristiche. Sono ottimi comunicatori e al tempo stesso hanno una grande capacità di ascoltare. Possiedono solide fondamenta che riflettono un incrollabile impegno nella causa che hanno scelto. Sanno ispirare al cambiamento e dare forza. Sono sicuri, onesti e saggi. E hanno tutti un’altra eccezionale qualità, forse la più importante: l’umiltà.

Il filosofo dell’economia Jim Rohn afferma: “Umiltà è quasi una parola divina. Suscita grande ammirazione e stupore, è l’affermazione dell’animo e dello spirito umano. L’umiltà è la consapevolezza della distanza tra noi e le stelle, e insieme la sensazione di essere parte di esse”. In altre parole, l’umiltà è vedere se stessi negli altri; vedere la sacralità di ogni vita.

La parola umiltà deriva dal latino humilis, che può essere tradotto come “radicato” o “appartenente alla Terra”. Le Chandogya Upanishad ci insegnano tat twam asi o “tu sei quello.” Questo mahavakya, o grande detto, si collega all’idea che tutto è Brahman, che il sé supremo e il sé individuale sono la stessa cosa. Se tu sei Brahman, e l’albero è Brahman, allora tu e l’albero siete una cosa sola. Lo Yogi ha l’umiltà di comprendere che tutto ciò che esiste al mondo partecipa della stessa natura. Le risorse naturali sostengono la vita, quindi è nostra responsabilità sostenere allo stesso modo la Terra che ci ospita.

Secondo le scritture Vediche, ci troviamo attualmente in Kali Yuga – un’era di conflitto e sofferenza. In questa epoca difficile, c’è un gran bisogno di leader eccezionali. Se vogliamo il cambiamento, se vogliamo vedere pace e felicità nel mondo, dobbiamo vivere la vita che vogliamo vedere. C’è stata un’era in cui l’umanità viveva in armonia con la natura. Prendevamo dalla Terra solo il necessario per sopravvivere. Ora, ogni anno, gli esseri umani uccidono miliardi di animali e distruggono milioni di acri di terra. Combattiamo guerre per accaparrarci le risorse naturali, e la Terra non è più in grado di sostenerci. Un tempo chiamavamo “progresso” il prendere dalla Terra tutte le risorse che volevamo. In realtà siamo regrediti, causando l’infelicità di miliardi di umani, animali e persino piante.

Un grande Yogi offre la sua forza agli altri, così che possano imparare ad essere a loro volta forti e felici. L’umiltà consente allo Yogi di essere il cambiamento che vuole vedere nel mondo. Possiamo considerare una diversa forma di progresso: un progresso che ci aiuti a riscoprire la nostra più elevata consapevolezza, riconoscendo in noi la stessa natura delle stelle. Possiamo condurre al cambiamento con l’esempio, stabilendo criteri che tutti gli altri vorranno seguire.

April Dechagas

Spunti per l’insegnamento:
  • La pratica degli asana esprime umiltà. Quando ad esempio eseguiamo Hanumānāsana, assumiamo le qualità del grande condottiero Hanuman. Nella sua totale devozione a Rama, egli è esempio di virtù, forza, potere, umiltà e coraggio.
  • Le posizioni in piedi – e in particolare i “guerrieri” – trasmettono le qualità di un grande leader: fondamenta solide e forti, sguardo fiero e intenzioni incrollabili.
  • Insegnante l’allineamento in tadāsana/samasthiti. Spiegate come l’allineamento di questo āsana diventi una componente di tutte le altre posizioni. La montagna, o Terra, rappresenta la connessione con tutte le altre forme che assumeremo: umane (le posizioni di guerrieri, saggi e santi), animali (cani, rane, scimmie etc.), insetti (locusta), piante (albero) e persino oggetti inanimati che derivano dagli strumenti per lavorare la terra (aratro, barca, compasso).
  • Chiedete ai vostri praticanti di mantenere gli asana più a lungo dei consueti 5 respiri, eseguendo il pranayama ujjayi con un senso di pace e umiltà.”

Traduzione di Francesca d’Errico

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