Lettera di un’insegnante di Yoga al CONI

Negli ultimi giorni chi pratica e soprattutto insegna Yoga è rimasto profondamente colpito dalla decisione del CONI di escludere lo Yoga dalle discipline riconosciute dal suo registro, atto che farebbe decadere le (poche) agevolazioni di cui godono le scuole e i centri Yoga fino ad oggi inseriti tra le Associazioni Sportive Dilettantistiche.

Per alcuni giorni ho riflettuto se lo Yoga potesse effettivamente essere incluso tra le discipline riconosciute dal CONI. Erroneamente ho pensato, all’inizio, che non essendovi competizione, lo Yoga fosse effettivamente sul “filo del rasoio” per poter reclamare il suo diritto a far parte di questa rosa di “sport”. Sono quindi andata a consultare non solo il registro delle attività riconosciute dal CONI, ma la definizione a cui il CONI si appella per prendere in considerazione l’inserimento di una attività nel proprio registro. Analizzerò entrambe più avanti, ma prima di far ciò vorrei sottolineare che far parte di un’Associazione Sportiva Dilettantistica ad oggi è l’unico modo, per chi insegna Yoga, di tutelare in primis i propri studenti, garantendo loro una formula assicurativa, e la certezza di praticare in un ambiente che corrisponde agli standard di sicurezza e di trasparenza previsti dal CONI. Non scrivo dunque per chiedere al CONI agevolazioni dettate da interessi personali, cosa che è impossibile dal momento che le associazioni sportive (ed i loro membri) non hanno fini di lucro, ma per sottolineare la necessità, per chi insegna da anni in modo serio e si impegna da sempre nella formazione (propria e altrui), di esistere all’interno di un organismo ufficiale e riconosciuto dallo Stato italiano. Con questa lettera quindi vorrei esprimere non la mia personale perplessità ma quella, penso, di tutti i centri e le scuole di Yoga italiane, che da molti anni, ben prima che la parola “Yoga” diventasse moda, si impegnano sul territorio nella promozione di un percorso di salute fisica e mentale così importante da essere stato addirittura riconosciuto dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità.

Nel registro delle attività riconosciute dal CONI, che dovrebbe in primissimo luogo interessarsi alle discipline che portano un reale beneficio fisico e mentale all’individuo, troviamo ad oggi, per fare alcuni esempi: il tiro a piattello (e come figlia di un tiratore esperto, posso garantirvi che i danni del rinculo del fucile sull’articolazione della spalla sono notevoli, per non parlare dei danni all’udito, nonostante l’uso delle cuffie), tutti gli sport su automobili da rally e da corsa (non credo sia necessario elencarne i rischi), il bridge (penso che stare seduti ore con le carte in mano, spesso fumando sigarette a più non posso, non sia l’attività più salutare del mondo), la dama e gli scacchi (idem). Mi si potrebbe obiettare che, in qualche misura, tutte queste attività sono in qualche modo competitive, e possono quindi a buon diritto essere inserite nel registro di un Comitato Olimpico. Continuando a scorrere la lista, tuttavia, troviamo discipline che di competitivo non hanno nulla, come il volo e la motonautica da diporto, dove peraltro l’uso del corpo a fini dell’ottenimento di uno stato di salute e benessere è a mio parere ben lontano.

Questa è la comune definizione di SPORT: “[…]insieme delle attività, individuali o collettive, che impegnano e sviluppano determinate capacità psicomotorie, svolte anche a fini ricreativi o salutari […]”. In questo senso, possiamo considerare lo Yoga come uno sport? Esiste un’attività fisica che, più dello Yoga, tende allo sviluppo delle capacità psicomotorie dell’individuo e/o di gruppi di individui? Gli asana, siano essi praticati in modo statico che in sequenze dinamiche, insieme al pranayama e alla meditazione, svolgono un intenso lavoro a favore del mantenimento della buona salute di qualsiasi individuo decida di praticarli, purché sotto la guida di un insegnante qualificato. Flessibilità, forza, equilibrio, concentrazione, rilassamento, lavoro di stimolazione e purificazione degli organi interni. Non a caso lo Yoga è praticato sempre più di frequente da campioni olimpici che sentono la necessità di integrare la loro preparazione fisica e mentale. La materia è da anni al centro di studi scientifici in tutto il mondo. Addirittura lo Yoga si rivela di ausilio nella riabilitazione degli infortuni, nel recupero da stress post-traumatici, nell’alleviare le difficoltà di chi soffre di disabilità fisiche e/o psichiche. In mancanza di enti riconosciuti dallo Stato italiano a tutela delle scuole e degli insegnanti di Yoga, quale organismo, se non il CONI, dovrebbe prendersi cura del nostro universo, che anno dopo anno attira un numero sempre maggiore di praticanti?

Chi insegna Yoga e chi con coraggio si fa carico oggi, in Italia, della gestione di un centro o di una scuola di Yoga può testimoniare in prima persona che è praticamente impossibile “lucrare” su questa attività. Non esiste disciplina più meritevole dello Yoga in questo senso. Eliminarla dalle attività regolamentate dal CONI significherebbe privare chi pratica della possibilità di accedere a corsi che in molti casi hanno prodotto incredibili vantaggi alla salute o al recupero della stessa. Non solo: questa esclusione renderebbe praticamente impossibile il lavoro dell’insegnante all’interno di un ambiente sicuro, tutelato e trasparente.

pic by Marco Pantani

Ho notato che su change.org è stata attivata una petizione a questo proposito, che ha finora raccolto un numero irrisorio di firme. Io stessa, come alcuni di voi avranno certamente notato leggendo qua e là alcuni miei commenti su facebook, ho avuto la necessità di riflettere a lungo e anche di cambiare idea prima di arrivare a postare questo articolo prendendo una posizione definitiva. Ritengo però che sia necessario, da parte di tutti noi insegnanti, e dei titolari di scuole e centri di Yoga, unirsi, fare quadrato, opporsi in modo pacifico ma fermo a questa decisione, inducendo il CONI a tornare sui suoi passi, rivedendo la sua posizione e aprendo, se necessario, un tavolo di discussione per trovare la formula più adatta per proseguire.

Dimostriamo tutti insieme di avere un’altra delle caratteristiche delle discipline annoverate nel registro del CONI: la capacità di essere coesi, di avere spirito di gruppo, di fare squadra al di là delle diversità della tradizione di appartenenza. E’ vero, lo Yoga non è solo uno sport, perché nella sua visione completa comporta caratteristiche che vanno ben oltre questa parola: ma la pratica degli yogasana (le posizioni che compongono la parte corporea della nostra amata disciplina) è forse l’espressione più pura dell’attività fisica svolta per rendere la nostra vita migliore. Proprio come lo sport.

Firmiamo.

Francesca d’Errico

 

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28 commenti

  1. Sono assolutamente d’accordo con quanto riportato in questa lettera e spero che chi di dovere possa prendere atto di come la decisione di escludere lo yoga dalle discipline ESCLUSE dal CONI sia assolutamente sbagliata. Grazie Francesca per questa utile iniziativa. Giuliano Ananta Vecchiè

    • Grazie a te Giuliano per il prezioso e puntuale sostegno.

    • Trovo molto strano questo provvedimento visto il notevole successo dello Yoga negli ultimi dieci anni,a meno che non sia una manovra della sanità e tutti i dottori che sono entrati in estrema crisi e conflitti da ritenerlo un pericoloso concorrente. Anch’io sono istruttrice e ho dovuto interrompere l’insegnamento perché invece di potenziare il collo come solitamente permette lo Yoga, l’ho danneggiato a causa di una incompleta o frettolosa notifica di una radiografia non mi é stato fatto notare una leggera inversione della lordosi cervicale nel 98 e nemmeno nel 2014 quando sono andata dal medico e poi dall’otorino per vertigini non hanno intuito il possibile difetto fino al 2015 che mi sono accorta prendendo un buco guidando l’auto che mi ha causato un’anterolistesi della colonna cervicale. Per questa esperienza, consiglio vivamente di fare una radiografia a tutti i praticanti in caso di disturbi perché i dottori mi hanno dimostrato che spesso non sanno aiutare. Ho tre danni che sto cercando di risolvere con lo Yoga, compreso uno dentale che sopporto grazie alla Meditazione perché anche volere chiedere risarcimenti é impossibile perché si corazzano potentemente😊‼ …

      • Lo Yoga è sicuramente un valido aiuto al recupero e al mantenimento di una buona salute e longevità. Sento però di dover anche dire che esistono medici illuminati e bravissimi, e che qualsiasi insegnante preparato fa precedere le sue lezioni da un assessment delle condizioni di salute di ogni praticante. Solo in questo modo potrà suggerirgli il percorso più adatto da seguire, che è diverso e personalissimo.

        • Sono sicura che esistano ma purtroppo sembra che io abbia la calamita per scovare o più disinteressati alla sincera finalità di un vero Medico, il bene del paziente. Senza Meditazione alle scuole superiori é più facile che escano commercianti col solo scopo di lucro stremati da lunghi anni di studio e poco motivati nei migliori anni della loro vita😊🙏‼ …

    • Grazie cara, hai centrato il tema che spesso per superficialità viene eluso, brava!

  2. Ti ringrazio per l’articolo: più riusciamo a parlarne, meglio è… con la speranza di riuscire davvero a fare qualcosa insieme!

  3. In realtà ci sono delle imprecisioni, perché a parte il fatto che è possibile farsi un’assicurazione privata, l’iscrizione alla YANI comprende un’assicurazione. Inoltre ora le normative UNI (se si decide di aderire) dovrebbero garantire una certa qualità dell’insegnamento. Io personalmente continuo a pensare che sia giusto che lo yoga non sia considerato uno sport.

    • Non direi imprecisioni: io stessa ho un’assicurazione privata. Lo YANI prevede una assicurazione ma non si occupa di molti altri aspetti pratici necessari alle scuole in cui si praticano asana e pranayama. Non considero lo Yoga uno sport, personalmente, ma dal punto di vista occidentale “sport” è la definizione che più si avvicina alle pratiche fisiche dello Yoga comunemente trasmesse nei centri e nelle scuole. Manca, in assenza del CONI, una legislazione specifica e un organismo riconosciuto dal governo a tutela degli operatori. In sua assenza, ci troveremmo nel far west, chiunque potrebbe aprire partita IVA e dichiararsi maestro di Yoga senza avere nemmeno le minime conoscenze necessarie al lavoro sul corpo (per non parlare della psiche), e già oggi ci sono fin troppi corsi per insegnanti a dir poco sommari. Credimi anche io ho riflettuto molto a lungo prima di prendere posizione, e questa, nel panorama legislativo italiano, è l’unica percorribile al momento.

      • In realtà la YANI sta procedendo con la richiesta di diventare entr certificatore, per quello che ho capito. Cosa intendi per ‘non si occupa di aspetti pratici relativi ad asana e pranayama’?
        Le norme UNI dovrebbero dare un minimo di sicurezza nella scelta di un insegnante, visto che si richiede un minimo di 700 ore di formazione, che include aspetti anatomici e fisiologici. Certo nulla impedisce di essere comunque insegnanti sgangherati e comunque l’adesione è volontaria. Ma la mia esperienza con una società affiliata al CONI, quando avevo preso il mio primo diploma, è stata che è bastato pagare una tassa e nessuno mi ha fatto domande, quindi neanche quella è una garanzia.
        Io mi rendo conto che la situazione diventa davvero complessa per chi ha una asd e mi spiace perché conosco tante persone davvero serie. Forse però molti hanno anche approfittato delle agevolazioni e ganno operato in maniera poco trasparente con il fisco e questo ha fatto scattare la decisione?

        • Non ho detto che la YANI non si occupa di aspetti pratici relativi ad asana e pranayama. Ci mancherebbe. Non si occupa di aspetti pratici relativi a legislazione, regolamentazione, gestione amministrativa. Ti prego di rileggere con attenzione. Personalmente posso dirti che in dieci anni di insegnamento non ho mai lucrato ma semmai sono andata sempre in perdita, tant’è che sono traduttrice, pur nell’ambito dello Yoga, proprio perché per me insegnare non rappresenta una forma di guadagno ma un momento di condivisione e trasmissione di una disciplina appresa in 20 anni di pratica e 10 di insegnamento. Non penso che questo abbia fatto scattare la decisione: che dire del calcio, e di tanti altri sport, dove non si può dire che si sia sempre operato in modo chiaro e trasparente. Nello Yoga, se ci si attiene a Yama e Niyama, la trasparenza è un obbligo morale.

        • Antonella Nardone

          Non confondere l’aspetto professionale con la regolamentazione giuridica e fiscale delle associazioni e degli insegnanti: tutt’oggi solo la asd è adatta alla nostra attività , qualsiasi altra soluzione di associazioni senza scopo fi lucro non si adatta perché hanno finalità diverse (promozione sociale o culturale) e le società o partite iva sono troppo onerose..
          Imoltre come pagare gli insegnanti?
          La lettera è giustissima grazie!
          Invito chi è interessato a seguire la vicenda di iscriversi al gruppo facebook “yoga libero”
          Ci sono diverse iniziative in atto.fra cui un ricorso al Tar ..

        • Le norme UNI hanno un “difetto” di fondo: non hanno alcun valore legale, trattandosi semplicemente di un testo redatto da “un’associazione privata senza scopo di lucro […] che elabora e pubblica norme tecniche volontarie” (il fatto che le chiamino “norme” non cambia la loro “forza”… si fossero chiamate “idee” o “riassunti” sarebbe stato lo stesso).

          Volevo leggere la norma 11661 (resa pubblica il 6 dicembre scorso, due settimane prima della famosa o famigerata delibera 1566 del CONI) e per farlo devo pagare 46 euro più IVA…
          Immaginando di averla letta, si passa poi alla certificazione: avendo studiato 6 anni (un corso triennale, uno annuale e infine uno biennale), seminari e intensivi esclusi, devo comunque vedere se l’Ente deputato riconoscerà il mio percorso… ovviamente pagando un corrispettivo…

          Il tutto, ricordiamolo, per qualcosa che non ha alcun valore legale in Italia, non essendo la figura dell’insegnante di Yoga riconosciuta in un albo istituito per legge (es. medici etc.).

          In assenza di ciò, gli EPS, hanno cercato di porre rimedio inserendo delle caratteristiche minime (numero di ore, materie etc.)… ma siamo sempre di fronte a situazioni che di legalmente riconosciuto non hanno nulla.

          Qui si descrive un po’ la situazione Italiana… http://www.formazione-yoga.it/web/riconoscimento-del-titolo/

          • è esattamente la stessa cosa che ho cercato di far notare io in un precedente post su facebook. Sono d’accordo.

    • Brava Chiara Ghiron. Lo Yoga non e’ uno sport e il CONI non avrebbe mai dovuto inserirlo tra l’elenco delle prprie discipline in quanto lo yoga e’ primariamente una filosofia di vita con aggiunta di alcuni esercizi (asana) che per motivi non ancora ben definiti, sono beneficiali per il corpo (dentro e fuori) oltre che la mente.

      In molti Paesi nel mondo, specialmente in alcuni stati in America dove io vivo,ci sono stati tentativi da parte delle autorita’ locali, di implementare attraverso un “patentino” (license)rilasciato dalla regione/giurisdizione per tutti i provider che avrebberto dovuto acquisire per poter rilasciare certificazioni insegnanti yoga. Ovviamente, l’idea non e’andata in porto in quanto’ la comunita di yogis , si e’ ribellata.

      Un altro caso simile, e’ accaduto in UK, dove la British Wheel of Yoga, ha proposto di implementare un curricolo di studi riconosciuto dal Governo: NVQ (National Vocational Qualification) per chiunque desideri completare un corso di formazione insegnanti yoga riconosciuto dal Governo.

      Ovviamente, Yoga Alliance UK/Professionals (concorrente della BWY) si e’opposta alla proposta, e infatti nonostante i costi onerosi a carico della British Wheel of Yoga per fare le ricerche e preparare la proposta, il progetto non andra’ a fine. Le ragione di cio’, e’ che lo Yoga di per se, non puo’ essere regolato in quanto non esistono in nessun Paese al mondo Statuti e/o Protocolli di solide ricerche da parte dei rappresentati della Medicina Ufficiale che confermino che la pratica yoga, cosi’ come pilates, siano effettivamente efficaci nella cura di moltissime condizioni. Gli addetti ai lavori (insegnanti e praticanti) dello yoga, sono gli uniche vere entita’ che conoscono e possono confermare molto bene i benefici dello yoga per il corpo e per la mente. Purtroppo, i manager, CEO, Presidenti di Enti Nazionali e Internazionali, non sono yogis e quindi non sanno e non hanno interesse ad informarsi su i benefici dello yoga. Per tali individui, che lo yoga puo’ categorizzato uno “sport”, “stretching”, “danza” o “contorsionismo”, e’ assolutamente irrilevante in quanto “loro” si preoccupano e occupano di ben altro.

  4. Ciao Francesca,
    ti ringrazio per l’iniziativa e spero che davvero si possa fare coesione per una questione così ” impetuosa” da qualche mese.
    Sono d’accordo con te nell’affermare che questo ci porterebbe a vivere il nostro insegnamento senza essere tutelati come insegnanti ( più o meno qualificati..) ma soprattutto come allievi. Vorrei aggiungere un messaggio al CONI , la partecipazione di tutte le associazioni dimostra anche la serietà con cui ci affidiamo a questo organo e per il quale ci stiamo battendo, considerando proprio come dicevi anche tu, che non esiste un vero “ALBO” di insegnanti yoga…!!!
    Avere il tesserino del CONI come istruttore yoga ci aiuta a far capire ai nostri allievi che siamo “legali” e ” professionalmente ” preparati” per capire abbastanza su corpo e sul suo movimento proprio come nello sport… la parte mentale ci differenzia da alcuni aspetti ma lo yoga è una “disciplina” così come la danza il judo o la pallavolo.
    Namastè

  5. Buongiorno Francesca sono d’accordo a creare un momento d’incontro e di coesione. Io tanti anni fa, quando ancora lo yoga non era così in voga, aprii un’associazione culturale, ancora oggi in vita. Non ho mai voluto trasformarla in Asd, come la maggior parte di scuole e associazioni hanno fatto. E lo hanno fatto perché era partita una vera e propria guerra da parte dello stato sulle Associazioni, guerra ancora in atto. Personalmente sono quattro anni che lotto con l’agenzia delle entrate che cerca di distruggere l’Associazionismo di qualsiasi forma. L’idea che mi sono fatta è che questa decisione non parta dal voler difendere l’utente, ma dalla necessità da parte di uno stato sanguisuga di aumentare il gettito fiscale trasformando forzatamente tutti in società. Perché? Semplice: le società pagano più tasse e inoltre sta passando anche un nuovo provvedimento che rivede in ribasso anche i recuperi Iva. Io provai già qualche anno fa a riunire un pó di associazioni per fare massa critica ma nessuno ci volle sentire. Spero che sia arrivato il momento giusto per iniziare a creare una coscienza “di settore”. Io , per quello che può valere , ci sono e ci sto. Grazie

  6. Grazie Francesca, condivido a pieno ogni tua parola. Ho condiviso la tua lettera tra i miei allievi/tesserati della mia scuola di yoga.

  7. Hai scritto tante cose giuste…ma il problema piu’ grande e’ che lo yoga fa bene alle persone….e loro questo non lo vogliono, quindi rendono difficile tutto quello che puo aiutare a stare bene…e questa e’ una battaglia grande! Forse una meditazione di gruppo, molto grande, potrebbe aiutare….chissa’😊

  8. Fedetica mattietti

    700 ora di formazione per insegnare !!!! Da quale insegnante CERTIFICATO ??? È difficile farsi riconoscere come insegnanti da ENTI o ASDICIAZIONI solo il MARSTRO che frequenti ti può “BENEDIRE” e avviarti all’insegnamento , purtroppo in questa nostra società occidentale in cui tutto DEVE essere formalmente CERTIFUCATO con riferimento alla disciplina dello YOGA sarà difficile trovare una vera risposta . Condivido ciò che dice Francesca che al momento solo con il riconoscimento del CONI e delle varie asdiciazioni collegate ( es. UISP CSEN … etc.) possiamo operare , diversamente sarebbe più complicato , in promise più costoso e come dice Francesca i guadagni sono veramente irrisori perché tutto si reinveste in corsi/ritiri/seminari per accrescere la nostra conoscenza ed esperienza .
    Poi è impensabile che un MAESTRO indiano possa rilasciare un documento valido per la legislazione italiana .
    Non propongo facili soluzioni , ritengo che per il
    momento l’unica strada aperta ce la stanno chiudendo .
    Speriamo che cambi qualcosa
    🙏 NAMASTE

  9. Prima ancora di capire se lo yoga è sport o no vanno analizzate le ragioni per le quali il CONI ha escluso alcune discipline dall’ elenco degli sport riconosciuti. Tutto nasce su pressione della agenzia delle entrate e ispettorato del lavoro che hanno trovato molte ASD non in regola con le norme fiscali vigenti. In sostanza molte ASD sotto l’ombrello del CONI facevano di tutto godendo di benefici fiscali, ne godevano in particolare anche Istruttori non qualificati 7.500 euro l’anno senza pagare imposte, spesso come secondo lavoro sono una bella cifra. È proprio sotto l’aspetto della qualificazione e della remunerazione che va criticata la decisione. Ci troviamo di fronte a due pesi e due misure, da un lato istruttori dei più vari sport spesso improvvisati favoriti nei confronti del fisco e dall’altro, per decisione del CONI, istruttori che si dovranno comportare, come è giusto che sia da onesti contribuenti.

    • Se lo stato pretenderà di farne delle società per guadagnare con le tasse non farà altro che raddoppiare i disoccupati. Non c’è una persona che ha il coraggio di iniziare una qualsiasi attività per quella paura. Piuttosto bisognerebbe invitare i lavoratori statali a diventare almeno associazioni,così sarebbero più responsabili e meno assenteisti, compresi i partiti politici sul mirino di tutti gli abitanti,in modo che collaborino pagando almeno un po’ di tasse anche loro riguadagnando fiducia che hanno perso quasi totalmente, tutti!!..

  10. Cara Francesca, grazie mille per la tua lettera e il tuo impegno, che rappresenta molti di noi. Ho già firmato la petizione e personalmente anche io ritengo che lo yoga abbia tutte le caratteristiche per essere riconosciuto anche come sport, senza nulla togliere alla restante componente culturale, spirituale e non fisica dello yoga. Chi si è costiuito come asd probabilmente non ce l’avrebbe fatta senza quei pochi sgravi fiscali, così come chi insegna per poche ore settimanali a latere di un secondo lavoro.
    Grazie di cuore.

  11. Ciao!
    bell’articolo!
    stiamo anche facendo ricorso!
    se vuoi dare un’occhiata: http://www.yogalibero.it/index.php/come-aderire

  12. Come al solito le cose alternative non vengono accettate …che poi ne hanno piu importanza di molte altre …che vengono pubblicizzate soltanto per profitto di denaro …vale anche per la medicina alternativa …quanto volte e troppo spesso succede qualcosa e lascia anche delle vittime la medicina ufficiale????e nessuno ne sa nulla al contrario ne parlano mesi e mesi tanto per distruggere il diverso …soldi soldi e soldi una categria si e l’altra no…il mondo va verso un lato dove c’è denaro ..eppure molto ….diamoci da fare non dobbiamo essere estremi …è la distruzione della nostra società …avanti e facciamoci sentire ….

  13. Antonella Nardone

    grazie per l’iniziatia che resenta ottime argomentazioni.
    Faccio presente di non confondere la formazione professionale ( certificazioni varie) con l’aspetto giuridico – fiscale che rende la forma ASD ( associazione sportiva dilettantistica) ricnosiuta dla CONI come unica calzante per le attività di yoga (tutte le altre per motivi diversi sono inapplicabili o troppo costose).
    Chi vuole teners informato sulle iniziative che si stano prendendo e sgli approfndimenti che si stanno facendo sulla questione, e in particolare sul ricorso al TAR che si sta preparando può
    – iscriversi al gruppo Facebook “Yoga Libero”
    – vistare il sito http://www.yogalibero.it
    chi vule sostenere può firmare la petizione
    https://www.change.org/p/comunicazione-coni-it-grave-attacco-del-coni-all-associazionismo-sportivo-salviamo-le-discipline-escluse?recruiter=320314031&utm_source=share_petition&utm_medium=facebook&utm_campaign=autopublish&utm_term=mob-xs-share_petition-reason_msg
    grazie
    – visitare ils sito

  14. La notizia dell’esclusione dello Yoga dal Coni mi lascia indifferenete. A maggior ragione,è questo è una opportunità,per creare un sistema parallelo e alternativo alle facilitazioni gestionali offerte dal coni, in fondo nello yoga anche se nella molteplicità siamo in tanti. E lasciare ancora di più che il sistema dello yoga pur essendo parte attiva nella società recuperi la sua liberta dagli schemi di pensiero troppo razionali e di potere.
    Stefano Pagnanelli Sattwa Sannyasin

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