Il benessere nella pratica Yoga

Simon Borg-Olivier a Follonica (ph. Fausto Ferrara)

Ebbene sì. Esistono ancora Maestri che con la loro presenza, la loro onestà intellettuale, il loro instancabile lavoro, la loro umanità trasparente possono ispirarci nel cammino dello Yoga. Ashtanga Yoga Follonica ha avuto il grande onore di ospitarne uno, Simon Borg-Olivier, lo scorso agosto. E’ quindi un piacere per me tornare a tradurre i suoi post sempre interessantissimi.

Questo in particolare ha colpito la mia attenzione, non solo perché ormai pratico da oltre vent’anni, ma anche perché sono oramai negli “anta” e desidero che la mia pratica sia longeva il più possibile. Desidero che la mia pratica sia un momento di piacere e di incontro con il mio corpo, e non una guerra per costringerlo a raggiungere obiettivi inutili. La domanda che Simon ci pone è: quanto è sostenibile la vostra pratica?

“In ognuna delle nostre attività quotidiane, inclusa la nostra scelta nel campo dell’esercizio fisico (postura, movimento, respirazione e controllo mentale) dobbiamo considerare gli effetti delle nostre azioni su tre livelli. Dobbiamo analizzare quali sono gli effetti della nostra scelta su:
1. Benessere personale,
2. Benessere temporale e
3. Benessere ambientale (e sociale).

Ritengo importante riflettere sul Benessere Temporale:
Possiamo definire benessere temporale l’effetto di qualsiasi attività (volontaria e involontaria) all’interno di un arco temporale. Ciò include:
*** Come ci sentiamo durante l’attività (presente),
*** Come ci sentiamo dopo aver completato l’attività (futuro) e
*** Come ciò che abbiamo fatto (passato) già incide su come ci sentiamo ora e come ci sentiremo in futuro.

Il benessere temporale è un fattore importante per praticare “in the zone” (come molti sportivi, atleti e ballerini definiscono la sensazione che provano nell’eseguire la loro passione in uno stato di concentrazione sostenibile, priva di sforzo e/o meditativa).

Il benessere temporale è altrettanto importante nella pratica dello yoga e della meditazione più autentici. Infatti praticare “in the zone”, lo yoga e la meditazione possono essere considerati la stessa cosa sotto molti aspetti.

La meditazione ha dimostrato di avere molti effetti positivi sul corpo, tra cui l’aumento della lunghezza dei telomeri, che si traduce in maggiore longevità e può addirittura, secondo le teorie dell’epigenetica, diventare caratteristica ereditaria.
La meditazione non avviene necessariamente solo quando siamo seduti e immobili. E’ possibile meditare in qualsiasi posizione e anche durante il movimento. Possiamo anzi definire la meditazione come uno stato di unione tra corpo, mente e ambiente sostenuto per un determinato periodo di tempo.

Molti studi scientifici suggeriscono che essere in uno stato meditativo è rivelato da questi segnali concreti:
1. Onde cerebrali coerenti e sincronizzate, associate all’essere positivamente connessi a ciò che ci circonda nel momento presente.
2. Ipoventilazione, ovvero la necessità di respirare molto meno della maggior parte delle persone che svolgono la stessa attività.
3. Battito cardiaco ridotto rispetto alla maggior parte delle persone che svolgono la stessa attività.
4. Circolazione sanguigna migliore con conseguente maggiore tolleranza al caldo e al freddo.
5. Equilibrio del sistema nervoso con dominanza del parasimpatico (risposta rilassamento-ringiovanimento-rigenerazione) rispetto al simpatico (risposta attacco o fuga).

Un metodo per valutare il proprio benessere temporale in qualsiasi attività (incluso quindi l’esercizio fisico e la pratica yoga), è chiedersi:

. Quanto siamo condizionati in senso negativo da ciò che è accaduto in passato;
. Quanto siamo condizionati in positivo da ciò che è accaduto in passato;
. Quanto stiamo apprezzando, o non apprezzando, l’attività che stiamo svolgendo nel momento presente (se non ci piace ciò che stiamo facendo, difficilmente avremo voglia di ripetere l’esperienza in futuro, senza soffrirne effetti mentali negativi);
. Come ci sentiamo subito dopo aver terminato la nostra pratica;
. Come ci sentiamo il giorno e i giorni immediatamente successivi;
. E infine come ci sentiremo se continuiamo a praticare allo stesso modo, su base regolare, per i prossimi decenni.

Vediamo spesso video di sequenze molto avanzate (alcune praticate anche da me) che fanno parte di molte pratiche yoga contemporanee. Per me sono divertenti e praticabili, ho iniziato da giovanissimo e praticato per decenni, ma per molti queste sequenze sarebbero solo stressanti e spesso inaccessibili, costituendo un tipo di lavoro esageratamente duro sotto moltissimi aspetti. Nella maggior parte delle persone, queste pratiche non produrrebbero gli effetti positivi della meditazione e non condurrebbero ad uno stato di benessere a lungo termine. Quindi è raro che io scelga di insegnare questo tipo di posizioni combinate a transizioni e tecniche di respirazione. E’ più facile che io preferisca insegnare posizioni semplici con movimenti fluidi che partono dalla muscolatura del tronco, accompagnate a respiro naturale; una tecnica efficace sotto molti aspetti e molto più accessibile a tutti. Sono in molti ad avere limitazioni di movimento e una pratica eccessiva potrebbe peggiorare il loro stato di stress fisico, fisiologico e mentale se protratta a lungo nel tempo. E’ solo con una pratica semplice, sicura, accessibile e meditativa, nutriente sotto tutti gli aspetti che possiamo tornare all’essenza autentica di una pratica meditativa che ci sostenga per una vita lunga, piena di salute e felicità” (Simon Borg-Olivier).

Devo dire che applico io stessa questi principi nella mia pratica. Cerco innanzi tutto di muovermi sempre a partire dai muscoli del tronco, entrando in ogni postura in modo fluido e senza forzature. Ho sviluppato una maggiore sensibilità nei confronti degli asana e delle transizioni che mi fanno stare bene, e altrettanto nei confronti di quelli che mi mettono in stato di stress. Ritengo che sia importante vincere paure immotivate nei confronti di alcune posizioni, ma ritengo altrettanto che, se una postura ci provoca ripetutamente stress e dolore fisico, sia importante trovare una alternativa, una variante, e interrogarsi sul perché ci ostiniamo a volerla “conquistare”. Penso che con questi presupposti la pratica diventa non solo meditativa, ma anche metafora del nostro atteggiamento nei confronti della vita: quanto siamo schiavi del nostro desiderio di “controllare”, a partire da noi stessi? Quanto siamo “manipolatori”, a partire da noi stessi? Ogni giorno di più, con il passare del tempo, queste domande mi portano a investigare verso nuovi orizzonti della pratica fisica che, per me, è e deve restare “meditazione in movimento”. Nel momento stesso in cui la paura, il dolore, lo sforzo eccessivo entrano in gioco, la pratica smette di essere meditazione e diventa ulteriore fonte di stress. Sono convinta che, praticando in uno stato di rilassamento mentale, molti limiti fisici spariscano. Ma è importante che questi limiti, appunto, “spariscano”, e non che vengano forzatamente e forzosamente “eliminati”.

“Body is not stiff: Mind is stiff” (Il corpo non è rigido: è la mente ad esserlo) – Sri K. Pattabhi Jois

Scopri come integrare questi principi nella tua pratica di Ashtanga Vinyasa Yoga partecipando ai miei corsi, da lunedì a giovedì presso YOGA STUDIO ASD a Follonica, in Via Del Fonditore 113 (zona Industriale). Se sei un neofita, i corsi per principianti partono venerdì 5 ottobre, sempre alle 13:30. Ti aspetto!

Let go: la pratica del distacco

Yoga Studio ASD

Ci risiamo, dopo un’intensa estate sul tappetino sono seduta al computer a preparare orari, eventi, locandine e volantini per la nuova stagione di corsi che sta per aprirsi a Yoga Studio ASD, a Follonica.

E’ passato un anno e mezzo dal mio arrivo in Maremma con l’intenzione di mettere radici. Proprio come avviene quando si coltiva qualcosa, si getta il seme o si pianta, si annaffia, si cerca di dare la massima cura a ciò che vogliamo fare crescere. Non basta la perizia, ci vuole il cuore, soprattutto in “professioni” come quella dell’insegnante di Yoga. E sinceramente penso di averlo messo tutto, mai come prima, in questo posto bellissimo e circondato dalla Natura, in questa Shala realizzata dal mio collega Stefano Berti con le intenzioni più belle, secondo i principi del Vastu Shastra fin nei minimi dettagli.

Insegnare non significa solamente impartire sequenze o asana. Non significa solo seguire anatomicamente gli studenti, avendo la cura di individuare le posture e le varianti più adatte ad ogni corpo. Non è soltanto spiegare come respirare, come muoversi in sicurezza, come adattare la pratica alle diverse energie di ogni giornata. Insegnare è un po’ come essere genitori. Il praticante ripone in noi la massima fiducia, affidandoci con l’ingenuità del neofita il suo benessere psicofisico. Noi come insegnanti lo aiutiamo a muovere i primi passi, prima tenendolo per mano, poi osservandone i progressi, motivandolo a diventare sempre più indipendente nella pratica, perché lo Yoga non deve mai essere un rapporto di possesso, ma il dono della libertà consapevole. Quella che un genitore cerca di trasmettere al figlio, affinché possa muoversi nel mondo in modo responsabile e libero.

In questo anno e mezzo le persone che hanno praticato con me sono state particolarmente importanti. Sono diventate un gruppo, una community, una famiglia. Le ore trascorse insieme sul tappetino hanno creato rapporti umani autentici e grande condivisione. Attraverso la pratica quotidiana abbiamo imparato a conoscerci nel profondo. Attraverso il movimento abbiamo respirato le nostre energie, a volte donando a volte prendendo, in uno scambio ininterrotto di comprensione reciproca. Ognuno di voi mi ha reso una persona migliore e mi ha fatto capire quanto la mia scelta di insegnare, in ultima analisi, sia l’esperienza più bella della mia vita.

Adjustment in Trikonasana

Ognuno di voi è un tassello importante nel puzzle della mia esistenza. E’ difficile lasciarvi andare. Mentre preparo la mia nuova locandina, ancora non so se i nuovi orari andranno bene a tutti. Qualcuno di voi forse cambierà lavoro, qualcuno si trasferirà, qualcuno dovrà forse fare i conti con nuovi impegni, nuovi imprevisti. Persone nuove arriveranno e occuperanno lo spazio del vostro tappetino, quello da cui una faccia familiare sorrideva alle mie battute, o lasciava scorrere una lacrima in Shavasana. Ma nessuno occuperà mai il vostro spazio nel mio cuore, quel cuore che in questo anno e mezzo avete reso più grande con la vostra costanza, la vostra presenza, la vostra dedizione.

Mentre preparo la locandina con i nuovi orari, penso ad ognuno di voi. Rivedo i vostri progressi, il vostro sorriso ad ogni nuova posizione raggiunta, il vostro stupore davanti alle potenzialità che vi si rivelano giorno dopo giorno. E spero di rivedervi tutti insieme, ancora, per continuare questo percorso meraviglioso che si chiama Yoga.
La pratica del distacco, ancora oggi, è la sfida più difficile.

Francesca d’Errico

(I corsi di Ashtanga Vinyasa Yoga continuano da lunedì a giovedì alle 13:30. Il ciclo di 5 lezioni dedicate ai principianti inizia venerdì 5 ottobre, sempre alle 13:30. Cinque step per inserirsi nelle lezioni continuative. Vi aspetto!)

YOGA STUDIO ASD a Follonica, via del Fonditore 113/A, zona industriale.