Essere insegnante: l’esperienza di Elena Bortolazzi

Laureata in Scienze Motorie, insegnante esperta di Ashtanga Yoga e titolare del centro di eccellenza Yoga&Movimento: Elena si racconta a The Yoga Blog

Essere un bravo insegnante di Yoga oggi è tutt’altro che semplice. Trovarne uno, è impresa assai ardua, davanti ad un’offerta che si allarga sempre più, e in cui il neofita tende a perdersi, incappando spesso in persone improvvisate o impreparate.

Ho conosciuto Elena Bortolazzi circa un anno e mezzo fa, anche se da tempo seguivo la sua incredibile pratica sui social. Ci siamo incontrate ad un seminario della Scholarship Twindharma, tenuto da Martina e Chiara Cova, a mio parere tra le migliori insegnanti in Italia. Elena era presente con il suo team di colleghe, e sono rimasta affascinata dalla pulizia e dall’altissimo livello della sua pratica, oltre che dalla sua incredibile modestia (qualità sempre più rara, ultimamente), aspetti che per me sono fondamentali in un autentico insegnante. Durante il lockdown, Elena è stata insieme a Martina la persona che ha maggiormente contribuito a migliorarmi nella pratica, e poiché tra gli scopi di questo mio blog c’è anche e soprattutto quello di dare indicazioni su chi seguire per lavorare in modo serio e sicuro sulla propria pratica, da tempo coltivavo l’idea di intervistarla per voi.

Elena Bortolazzi in handstand

Trovo molto interessante il suo percorso, soprattutto oggi, momento storico in cui pare bastino 15 giorni per diventare insegnante di Ashtanga Yoga (una pratica che richiede una vita per essere appresa nelle sue mille sfumature), e spero possa essere di ispirazione a chi desidera non solo “dire” di insegnare yoga, ma “essere” realmente insegnante di Yoga.

Francesca: Elena, la tua pratica fisica è di altissimo livello. Quando hai iniziato, e chi consideri tuo maestro? Quali percorsi di formazione Yoga ritieni validi in Italia?

Elena esegue la transizione di Eka Pada Sirsasana

Elena: Ho iniziato a praticare circa 12 anni fa.
Ho iniziato con Roberto Bocchi e con il suo power yoga method. A lui devo veramente tanto, per tutto ciò che mi ha insegnato, e lo ritengo il  mio iniziatore.
Sono sempre stata insegnante di fitness, e durante la prima lezione di power yoga mi sono sentita, per la prima volta, un pesce fuor d’acqua. Ero così convinta delle mie abilità motorie, che il mio sentirmi così a disagio mi ha fatto ripartire da zero.
Mi sono detta: bene “ ricomincio da qui”, e mi sono innamorata perdutamente di questa pratica. Il classico amore a prima vista.
Ho poi iniziato a praticare Ashtanga yoga nel 2012 e solo nel 2015 sono andata a Miami a cercare Day1yoga, che allora insegnava al Miami life center; ho quindi cominciato a seguirla ovunque, ogni volta che potevo correvo da lei.
Durante un workshop a Bali ho poi conosciuto Martina e Chiara Cova, che continuo a seguire tutt’ora.

F: La tua preparazione include una laurea in scienze motorie. Quanto incide il tuo excursus universitario sulla tua pratica Yoga?

E: La mia laurea in scienze motorie e il mio percorso di studio, che ritengo non avrà mai fine, incidono soprattutto nel mio modo di insegnare più che nella mia pratica personale. Anche se la sete e la fame di comprendere l’anatomia ed i segreti infiniti di corpi diversi in movimento, rimane per me un affascinante mondo da scoprire e da trasmettere ai miei allievi.

F: quale aspetto spirituale dello Yoga pensi ti abbia aiutato di più nell’affrontare le difficoltà del quotidiano?

E: Per quanto riguarda l’aspetto spirituale dello yoga, direi che mi ha aiutato a sviluppare quella che oggi si definisce modernamente resilienza, la pazienza e l’amore verso se stessi.

F: qual è la tua raccomandazione per chi desiderasse oggi insegnare yoga?

E: Credo non sia semplice oggi insegnare seriamente e rispettosamente Yoga. Sono necessari tanta passione, tanto sudore  e tanta pratica personale in primis, poi tanto studio. Affidarsi ad un buon maestro è secondo me un aspetto fondamentale. Per essere un bravo insegnante devi essere prima un bravo allievo.

Un ritratto di Elena Bortolazzi

F: Sappiamo che, al di là del mondo ideale dei social, i praticanti hanno spesso una vita complessa, tra lavoro e famiglia il tempo per la pratica spesso è molto difficile da trovare. Qual è il tuo consiglio in merito alla frequenza e alla durata della pratica? E quali risultati può aspettarsi una persona “comune”?

E: Credo che la pratica per un allievo vada di pari passo con la pazienza, abbiamo così tante aspettative nei confronti di noi stessi che ritengo dovrebbe essere considerata come una dolce medicina, capace di metterci in contatto con noi stessi. La pratica deve aiutarci a ritagliare un’ora di assoluta alienazione dallo stress e dal vivere frenetico e senza ascolto che accompagna le nostre giornate.

F: Parliamo di Yoga & Movimento, una realtà molto frequentata e attiva, a Sassuolo. Forse in Italia una tra le community più forti. Come è nato questo progetto? Chi ti affianca nell’insegnamento? Come avete reagito al Covid? E come sta andando la ripresa?

E: Yoga&movimento é la mia grande casa, la mia grande famiglia, ho sempre desiderato creare una comunità capace di dare benessere.
Mi ritengo molto fortunata ad avere uno staff di bravi insegnanti ed allievi e devo tantissimo alle mie compagne di banco Francesca Casoni, Roberta Girardi ed Antonella Marino che sin dall’inizio hanno creduto ed appoggiato questo mio progetto, senza di loro non sarei qui.
Ormai siamo quasi in 10 insegnanti e spero la scuola cresca ancora.

Durante la pandemia, stringendo i denti abbiamo continuato a lavorare  online con entusiasmo grazie anche ad allievi molto disciplinati che non hanno mollato la presa.

La ripresa? Un’ emozione unica tornare in presenza, meno affluenza e tanto lavoro da fare per riparare i danni fatti dal Covid, il vantaggio e svantaggio di lezioni che continuano in presenza ed online, ma che dire, tutto insegna ed ancora una volta mi dico “ripartiamo da qui”!

Elena Bortolazzi e il suo team sono a Sassuolo, in Piazza Jan Palach 10. Questa estate, inoltre, terrà un seminario residenziale presso la famosa e bellissima struttura di Yoga in Salento (Zollino). Io non vedo l’ora di andare a praticare con lei, e voi?

Francesca d’Errico

Gli articoli tradotti e quelli autografati sono protetti da copyright. Per la riproduzione, scrivere a fmderrico@gmail.com. The Yoga Blog è un sito che offre gratuitamente una selezione di articoli, interviste, traduzioni di grande rilievo per la comunità yogica italiana. Ogni vostra donazione mi aiuta a portare avanti questo progetto, libero da qualsiasi influenza commerciale. Donate usando il pulsante PayPal che trovate in testa ad ogni articolo. Grazie.

Online: una sfida per lo Yoga

Come orientarsi per crescere nello Yoga… anche online

Online: una sfida o un inevitabile futuro per lo Yoga? Il 2020, con le restrizioni che siamo stati costretti a subire, ha visto una crescita esponenziale dell’offerta online in qualunque settore, e lo Yoga non ha fatto eccezione. Esistono già da diversi anni molte proposte esclusivamente online anche per la nostra disciplina, ma è innegabile che la chiusura forzata delle Yoga Shala di quasi tutto il mondo abbia provocato un’impennata nell’offerta di lezioni, seminari e corsi di formazione. Si è creato un “mare magnum” in cui è diventato molto difficile orientarsi, con nomi più o meno famosi che si sono lanciati nell’etere per sopperire alle (ingenti) perdite causate dall’impossibilità di ricevere i praticanti in presenza. Io stessa ho offerto (anche se in modo molto limitato) lezioni online ai miei praticanti.

Lasciando da parte il mio personale punto di vista (lo riassumo brevemente: non amo trasmettere questa disciplina online, perché ritengo, soprattutto nel caso dell’Ashtanga Yoga, che le lezioni in presenza siano insostituibili, e cerco di limitare al minimo la mia presenza sul web per questa ragione), qualcosa di buono ovviamente c’è. In primo luogo, molti insegnanti di grandissimo valore sono diventati più accessibili anche dalle mura di casa, senza la necessità di spendere grosse cifre (voli, vitto, alloggio, iscrizione etc. etc.). In secondo luogo, i praticanti hanno avuto modo di continuare a seguire e sostenere le shala di riferimento, partecipando alle lezioni che, anche se in misura ridotta, consentono a chi gestisce uno spazio di coprirne le spese in attesa della riapertura.

Ma al di là di questo, cosa possiamo scegliere online per mantenere viva la motivazione a salire sul tappetino? E ci sono percorsi di crescita o di formazione che, anche online, possono darci qualcosa? In questi mesi ho cercato e studiato l’offerta sul web, e ho fatto una piccola selezione che, a mio parere, può essere di aiuto a tutti coloro che stanno cercando una “guida” o che desiderano portare la loro pratica ad un livello superiore, avvalendosi di questo strumento che non tutti amano ma che, purtroppo, al momento è l’unico disponibile. Ve la presento qui, in attesa come sempre di ricevere il vostro feedback.

Lezioni, seminari e videocorsi: una selezione personale
Martina e Chiara Cova, fotografate da Alessandro Sigismondi

Tengo a sottolineare che, per chi vive quotidianamente lo yoga in una shala locale, non c’è cosa migliore che continuare a seguire il proprio insegnante. Solo chi ci segue da tempo può davvero sapere come indirizzarci nei progressi della pratica. E’ anche vero, però, che se siamo praticanti intermedi/avanzati, in condizioni normali parteciperemmo a qualche workshop nel corso dell’anno, e se siamo insegnanti, sicuramente farebbe parte del nostro percorso iscriversi ad un intensivo. Il primo nome che desidero farvi non sarà una sorpresa. Si tratta di una insegnante con cui lavoro da tempo, e di cui ho moltissima stima: Martina Cova. Martina è una delle praticanti di Ashtanga Yoga più avanzate in Italia, ed è fisioterapista con già molti anni di esperienza sul campo. La sua specializzazione è il trattamento di chi pratica Yoga. Queste due qualità, unite alla sua capacità di trasmettere con un linguaggio semplice e diretto il complesso universo dell’anatomia, rendono i suoi seminari davvero preziosi. Proprio all’alba del primo lockdown, Martina ha sviluppato un videocorso davvero innovativo, Physioyoga Project. Il corso è un work in progress (si è completato il primo trimestre, e sta per partire il secondo modulo), ed ha la meravigliosa caratteristica di non essere live. Si tratta infatti di lezioni registrate, acquistabili e disponibili a vita, in modo tale da consentire al fruitore di poter studiare approfonditamente i diversi argomenti presentati. Le lezioni sono teorico/pratiche, e sono corredate da video aggiuntivi e email informative gratuite su ogni singolo argomento. Dall’articolazione della spalla a quella del ginocchio, dagli inarcamenti alle posizioni di apertura delle anche, Martina ci accompagna nell’approfondimento di ogni singolo distretto anatomico offrendoci spunti teorici e pratici di grandissima utilità. Un percorso che io consiglio vivamente a tutti gli insegnanti, per perfezionare le proprie conoscenze ed avere a disposizione una biblioteca virtuale di grandissimo valore.

Il mio secondo suggerimento riguarda ancora Martina Cova. Insieme alla gemella Chiara, Martina ha all’attivo un altro progetto di formazione molto ricco e interessante: la scholarship Twindharma. Se Martina vanta una preparazione tecnico-anatomica insuperabile, Chiara, insegnante di altrettanto talento e antropologa, ha una conoscenza delle radici e della filosofia dello Yoga molto profonda, non solo grazie alla sua laurea e all’argomento della sua tesi, ma anche grazie ai suoi numerosissimi viaggi in India. La scholarship delle sorelle Cova offre moduli che coprono entrambe queste aree, offrendo ai praticanti strumenti indispensabili all’insegnamento. Una parte dell’offerta si è trasferita, vista la situazione attuale, anche online, e avendo io stessa partecipato a molti dei loro seminari, posso garantire personalmente sulla qualità di quanto viene proposto. Non aspettatevi diplomi o pezzi di carta: a parte il fatto che non sono necessari a decretare un buon insegnante, qui ci si rivolge a chi insegna già, ma si è accorto dopo il solito Teacher’s Training da 200 ore, di sapere poco o nulla.

Il team dell’Hatha Yoga Project: da sin, Daniela Bevilacqua, Jim Mallinson, Jason Birch e Mark Singleton

Per il mio terzo suggerimento è necessaria la conoscenza della lingua inglese. Non di soli asana è fatto lo Yoga, come ben sappiamo, e negli ultimi dieci anni sono davvero moltissime le scoperte che hanno arricchito la conoscenza delle origini della pratica. L’Hatha Yoga Project della SOAS con base a Londra è sicuramente il progetto più interessante e autorevole. Si è concluso nel 2020, e ha dato vita a moltissime pubblicazioni (che, come sapete, sto in parte traducendo e riassumendo per voi) e ad eventi e seminari online di grandissimo rilievo. Tra questi, quelli organizzati da The Luminescent, il blog creato dal ricercatore Jason Birch e sua moglie Jaqueline Hargreaves sono di grande rilevanza per chi fosse interessato ad approfondire la storia di questa disciplina. Argomento utilissimo, tra l’altro, a contestualizzare la pratica e a distinguerla dai “pasticci” o misto fritto new age di cui purtroppo abbonda il web.

Seth Powell, fondatore di Yogic Studies

Un ulteriore strumento (quarto e ultimo suggerimento per ora) per comprendere la filosofia che sottende la nostra pratica è quello che ci viene offerto da Yogic Studies, un altro sito con collegamenti stretti alla SOAS inglese. L’offerta di corsi è davvero ricchissima, e si divide tra lezioni live e lezioni registrate che restano poi a disposizione dell’utente. I corsi offrono anche credits per chi avesse la necessità di mantenere viva la propria certificazione con Yoga Alliance. Ciò che più mi piace di questa offerta è la presenza di studiosi di chiara fama, a partire dal fondatore Seth Powell, dalla mentalità aperta e innovativa. Non solo storia e tradizione, ma anche e soprattutto visione aperta verso il futuro dello Yoga. I costi sono veramente contenuti, e la serietà e preparazione di questi accademici rendono questa spesa un investimento veramente valido – soprattutto se messo a confronto con la superficialità della maggior parte delle formazioni per insegnanti disponibili sul mercato. Seth ha collaborato, finché è stato possibile, anche con Mark Robberds, che lo ha ospitato durante i suoi intensivi. Yogic Studies è a mio parere un progetto da seguire con grande attenzione, soprattutto per la qualità degli insegnanti che mette a disposizione degli studenti.

Sharath Jois

E per quanto riguarda le lezioni online? Come vivere il quotidiano, in un momento in cui la riapertura dei centri Yoga sembra ancora lontana? Non posso che continuare a suggerirvi di continuare a frequentare il vostro insegnante di riferimento, per sostenere la vostra shala locale. Sarà quello il luogo che vi accoglierà quando potremo finalmente tornare a praticare in presenza. Sarà lì che troverete non solo la vostra community, ma anche gli insegnanti famosi che la vostra shala inviterà, per offrirvi spunti nuovi per la pratica. Senza questi luoghi, non avreste incontrato la pratica, e non avreste scoperto i suoi immensi benefici. Continuate a sostenerli. E se praticate Ashtanga Yoga, non perdete l’occasione di praticare sotto la guida di Sharath Jois, che periodicamente, grazie ad alcuni degli insegnanti certificati a lui più vicini, offre una bellissima Led Class seguita da una conferenza. Non lasciatevi intimidire, non è necessario essere acrobati per seguire il conteggio dei Vinyasa di Sharath. E’ sufficiente srotolare il tappetino, e seguire le sue precise indicazioni. Per qualche ora, vi sentirete a Mysore.

Nota: gli articoli tradotti e quelli autografati sono protetti da copyright. Per la riproduzione, scrivere a fmderrico@gmail.com. The Yoga Blog è un sito che offre gratuitamente una selezione di articoli, interviste, traduzioni di grande rilievo per la comunità yogica italiana. Ogni vostra donazione mi aiuta a portare avanti questo progetto, libero da qualsiasi influenza commerciale. Donate usando il pulsante PayPal che trovate in testa ad ogni articolo. Grazie.

Let go: la pratica del distacco

Yoga Studio ASD

Ci risiamo, dopo un’intensa estate sul tappetino sono seduta al computer a preparare orari, eventi, locandine e volantini per la nuova stagione di corsi che sta per aprirsi a Yoga Studio ASD, a Follonica.

E’ passato un anno e mezzo dal mio arrivo in Maremma con l’intenzione di mettere radici. Proprio come avviene quando si coltiva qualcosa, si getta il seme o si pianta, si annaffia, si cerca di dare la massima cura a ciò che vogliamo fare crescere. Non basta la perizia, ci vuole il cuore, soprattutto in “professioni” come quella dell’insegnante di Yoga. E sinceramente penso di averlo messo tutto, mai come prima, in questo posto bellissimo e circondato dalla Natura, in questa Shala realizzata dal mio collega Stefano Berti con le intenzioni più belle, secondo i principi del Vastu Shastra fin nei minimi dettagli.

Insegnare non significa solamente impartire sequenze o asana. Non significa solo seguire anatomicamente gli studenti, avendo la cura di individuare le posture e le varianti più adatte ad ogni corpo. Non è soltanto spiegare come respirare, come muoversi in sicurezza, come adattare la pratica alle diverse energie di ogni giornata. Insegnare è un po’ come essere genitori. Il praticante ripone in noi la massima fiducia, affidandoci con l’ingenuità del neofita il suo benessere psicofisico. Noi come insegnanti lo aiutiamo a muovere i primi passi, prima tenendolo per mano, poi osservandone i progressi, motivandolo a diventare sempre più indipendente nella pratica, perché lo Yoga non deve mai essere un rapporto di possesso, ma il dono della libertà consapevole. Quella che un genitore cerca di trasmettere al figlio, affinché possa muoversi nel mondo in modo responsabile e libero.

In questo anno e mezzo le persone che hanno praticato con me sono state particolarmente importanti. Sono diventate un gruppo, una community, una famiglia. Le ore trascorse insieme sul tappetino hanno creato rapporti umani autentici e grande condivisione. Attraverso la pratica quotidiana abbiamo imparato a conoscerci nel profondo. Attraverso il movimento abbiamo respirato le nostre energie, a volte donando a volte prendendo, in uno scambio ininterrotto di comprensione reciproca. Ognuno di voi mi ha reso una persona migliore e mi ha fatto capire quanto la mia scelta di insegnare, in ultima analisi, sia l’esperienza più bella della mia vita.

Adjustment in Trikonasana

Ognuno di voi è un tassello importante nel puzzle della mia esistenza. E’ difficile lasciarvi andare. Mentre preparo la mia nuova locandina, ancora non so se i nuovi orari andranno bene a tutti. Qualcuno di voi forse cambierà lavoro, qualcuno si trasferirà, qualcuno dovrà forse fare i conti con nuovi impegni, nuovi imprevisti. Persone nuove arriveranno e occuperanno lo spazio del vostro tappetino, quello da cui una faccia familiare sorrideva alle mie battute, o lasciava scorrere una lacrima in Shavasana. Ma nessuno occuperà mai il vostro spazio nel mio cuore, quel cuore che in questo anno e mezzo avete reso più grande con la vostra costanza, la vostra presenza, la vostra dedizione.

Mentre preparo la locandina con i nuovi orari, penso ad ognuno di voi. Rivedo i vostri progressi, il vostro sorriso ad ogni nuova posizione raggiunta, il vostro stupore davanti alle potenzialità che vi si rivelano giorno dopo giorno. E spero di rivedervi tutti insieme, ancora, per continuare questo percorso meraviglioso che si chiama Yoga.
La pratica del distacco, ancora oggi, è la sfida più difficile.

Francesca d’Errico

(I corsi di Ashtanga Vinyasa Yoga continuano da lunedì a giovedì alle 13:30. Il ciclo di 5 lezioni dedicate ai principianti inizia venerdì 5 ottobre, sempre alle 13:30. Cinque step per inserirsi nelle lezioni continuative. Vi aspetto!)

YOGA STUDIO ASD a Follonica, via del Fonditore 113/A, zona industriale.

Ashtanga Yoga Follonica: eventi d’autunno

Ashtanga Yoga Follonica è diventata in questo ultimo anno e mezzo la casa di tanti praticanti, Maremmani doc e di passaggio. Insieme, stiamo continuando a vivere lo Yoga animati dallo spirito di ricerca che ha spinto gli Yogi di tutto il mondo ad intraprendere questo cammino. Fedeli alle tradizioni, ma con la voglia di renderle attuali, arricchendole delle conoscenze dei maestri che ci ispirano con il loro lavoro. In meno di un anno e mezzo dal mio “sbarco” in Maremma, quanta strada abbiamo fatto insieme! Il merito è di voi praticanti, e di Yoga Studio ASD, che ha creduto nelle mie intenzioni e mi ha supportato in questo percorso che diventa ogni giorno più intenso e pieno di soddisfazioni. Abbiamo trascorso mesi estivi bellissimi, e molto lavoro ci aspetta questo autunno. Con ospiti eccezionali! Eccovi una veloce panoramica: vi aspettiamo sul tappetino!

Simon Borg-Olivier by F. Ferrara

La nostra estate è stata illuminata dall’incontro con un Maestro d’eccezione, Simon Borg-Olivier. Simon è stato tra i primi occidentali a praticare con Sri K. Pattabhi Jois e B.K.S. Iyengar. E’ un esperto fisioterapista che dedica tutto il suo tempo alla ricerca sul movimento e sullo Yoga terapico (e vi consigliamo i suoi corsi online!). Il seminario che ha condotto presso la nostra Shala è stato un momento di grandissima condivisione, che ha toccato tutti i partecipanti nel profondo. E per noi di Ashtanga Yoga Follonica, che ci auguriamo di rivederlo prestissimo, per approfondire il lavoro iniziato, è stato il “la”  che ci ha spinti a volere una serie di eventi che renderanno il nostro autunno una stagione davvero speciale.

Paige Elizabeth Warthon

Il primo appuntamento sarà con Paige Elizabeth Warthon, fondatrice di The Dharmic Path, insegnante di Ashtanga Yoga con al suo attivo la quarta serie, che solo pochissimi praticanti sono in grado di sostenere con la sua grazia. Guardate il video realizzato da Alessandro Sigismondi per vedere di cosa è capace! Con Paige ci vedremo il 15/10 per una masterclass di due ore che inizierà alle 13:30. Affronteremo con lei i jump back, esploreremo insieme ogni singolo aspetto di questa transizione fondamentale per l’Ashtanga Yoga, grazie alla sua indiscussa capacità di trasmettere il concetto dei bandha e come applicarli nella pratica.

Il secondo attesissimo appuntamento sarà con la leggendaria Susanna Finocchi, insegnante autorizzata KPJAYI Level 2, tra le primissime europee ad avere scoperto l’Ashtanga Yoga (il suo primo viaggio a Mysore risale al 1993) e fondatrice di Ashtanga Yoga Copenhagen. Susanna ha un patrimonio immenso di profonda conoscenza del metodo Ashtanga, della sua tradizione, delle sue origini. Ci guiderà, dal 30/11 al 2/12, in un classico seminario caratterizzato da una classe guidata in Sanscrito, venerdì 30/11 alle 18:30, per proseguire con due classi Mysore Style (sabato e domenica mattina) e un approfondimento teorico-pratico il sabato pomeriggio, con un’introduzione al chanting. Preparatevi ad immergervi nelle atmosfere di Gokulam, il quartiere di Mysore dove ha sede la storica “main Shala” del metodo che ha conquistato milioni di praticanti in tutto il mondo! Anche in questo caso vi rimando all’evento facebook su cui potete trovare tutti i dettagli.

Susanna Finocchi e Sharath Jois

In entrambi i casi, Ashtanga Yoga Follonica desidera mantenere l’intenzione di proporre eventi in cui l’interazione individuale tra insegnante e praticante sia massima. Dunque anche questa volta il numero di partecipanti è chiuso (massimo 25 persone): affrettatevi! Vi ricordo che per confermare la partecipazione è necessario scrivermi in privato, alla mail: fmderrico@gmail.com.

Abbiamo pensato ai praticanti che desiderano raggiungere la Maremma e pernottare vicino al mare, creando una convenzione con l’Hotel Giardino, centralissimo a Follonica e molto vicino alla Shala. L’Hotel Giardino dispone inoltre della spiaggia più bella del Golfo che, per l’evento di settembre, è ancora attrezzata! E’ sufficiente prenotare al numero 0566 41547 menzionando “Francesca Yoga” per usufruire delle tariffe speciali che ci sono state riservate.

Noi vi aspettiamo come sempre in Shala, in Via del Fonditore 113/A per praticare Ashtanga Yoga, da lunedì a giovedì, a partire dalle 13:15. Vi ricordo che la Shala offre anche corsi di Hatha Yoga (guidati da Stefano Berti) e di Iyengar Yoga (Giusi Termini).

F. d’Errico

Yoga Synergy a Follonica, by F. Ferrara

In Maremma, un grande Maestro: Simon Borg-Olivier

In questo ultimo anno mi sono molto concentrata sull’insegnamento nel luogo che ora posso chiamare Casa (sì, con la C maiuscola): la Maremma. Ho scelto di trasferirmi nell’area geografica italiana con la minore densità di popolazione rispetto al territorio. La natura qui è dominante, il traffico inesistente, le strade lunghe e circondate da un verde lussureggiante, e da ogni angolo il mare è raggiungibile in pochi minuti. Ho scelto di vivere a contatto con la natura, in un paesino medievale che conta meno di 1000 abitanti, a dieci minuti da Follonica, dove ho la fortuna di condividere con altri due bravissimi insegnanti, Stefano Berti e Giusy Termini, uno spazio dedicato interamente allo Yoga, Yoga Studio ASD. Proponiamo Ashtanga Vinyasa Yoga (e tengo al termine Vinyasa, perché legato al Vinyasa Krama di Krishnamacharya, l’arte di creare sequenze), Hatha Yoga e Iyengar Yoga. E il nostro comun denominatore è la costante ricerca, perché nella mia esperienza personale lo Yoga è, soprattutto, continua e incessante ricerca.

Come i miei lettori sanno ormai fino alla nausea, ho iniziato a praticare Ashtanga Vinyasa Yoga vent’anni fa, quando a Mysore ancora la scuola fondata da Sri K. Pattabhi Jois si chiamava Ashtanga Yoga Research Institute. E la parola Research mi è particolarmente cara, perché rappresenta la totale assenza di dogma, l’apertura verso tutto ciò che può rendere la pratica migliore, più completa, adatta a seguire il praticante nelle diverse fasi della sua vita. Tra i tanti maestri che negli ultimi anni hanno catturato la mia attenzione, come testimoniano i tanti articoli che gli ho dedicato sul mio blog, c’è Simon Borg-Olivier, maestro, tra gli altri, di Mark Robberds, che oltre ad essere insegnante di Yoga tra i più innovativi in Occidente, è anche un esperto fisioterapista. La sua immensa conoscenza dei meccanismi che regolano il corpo e la mente umana rendono i suoi insegnamenti di grandissimo valore non solo per chi pratica ma anche e soprattutto per chi insegna.

Da tempo desideravo proporre un seminario intensivo dedicato a pochi studenti, per poter garantire a tutti i partecipanti la massima interazione individuale con il maestro. Ho percepito ultimamente da parte di moltissimi praticanti e insegnanti di Ashtanga la necessità di integrare la pratica “tradizionale” con qualcosa che possa renderla adatta a tutti gli stadi dell’esistenza, lontana dai dogmi, sicura, in grado di nutrire il corpo e la mente, rendendo il praticante una persona in salute, calma, concentrata. Troppo spesso ho percepito in molte Shala un senso di aperta competizione (con se stessi e con gli altri), un accanimento verso la postura più difficile senza gli interrogativi che dovrebbero precederla, ovvero: ne ho bisogno? Mi serve, e a cosa esattamente? Sono davvero pronto per questa posizione? Il mio corpo è adatto ad eseguirla? E così via.

Ho studiato a lungo i testi di Krishnamacharya, le chart originali della pratica, ho sperimentato su me stessa le integrazioni proposte da chi ne sa più di me, e ho introdotto nella mia pratica asana e movimenti che, nel tempo, si sono dimostrati non solo utili, ma di grande beneficio. Desideravo confrontarmi con un insegnante che sapesse darmi qualcosa di più di quanto appreso tradizionalmente, negli anni, e di quanto sperimentato nella mia pratica personale.

Simon Borg-Olivier by A. Sigismondi

Simon Borg-Olivier ha accettato di venire a trovarci a Follonica, per un intensivo di due giorni in cui esploreremo metodi rivoluzionari per lavorare su postura, movimento e respiro, e per accedere al sistema nervoso in modo tale da diventare davvero padroni del nostro corpo fisico ed energetico. I metodi di Simon sono terapeutici e possono essere di grande aiuto nell’alleviare tensioni fisiche e mentali. Le sessioni includeranno istruzioni dettagliate sulla postura, sul movimento e sul respiro, seguite da una pratica vinyasa priva di istruzioni verbali e guidata dalla musica, in cui seguiremo Simon in uno stato meditativo. Impareremo a sviluppare una pratica personale che ponga al centro il benessere fisico e mentale, rendendoci in grado di reagire con più prontezza anche ad eventuali future problematiche muscolo-scheletriche.

Durante questo intensivo scopriremo i movimenti spinali che rinforzano i muscoli del “core” promuovendo la salute dei nostri organi interni. Scopriremo come attivare la forza del nostro corpo fisico mantenendo una colonna vertebrale priva di dolore. Capiremo cos’è l’energia interiore, in che modo possiamo aiutare il nostro sistema immunitario, come respirare per migliorare la circolazione sanguigna e ridurre lo stress. E infine, sperimenteremo la meditazione in movimento e nell’immobilità del corpo.

 

Non potremmo desiderare niente di più! Siamo quasi al completo, sono ammessi al massimo 24 partecipanti, e restano solo due posti disponibili. Un’occasione unica e irripetibile. Tuffi, tramonti spettacolari immersi nel verde delle pinete maremmane sono ovviamente inclusi.

Tutte le informazioni sono a disposizione sull’evento facebook: per iscriversi, inviatemi subito una mail: fmderrico@gmail.com.

Vi aspetto sul tappetino insieme al grande Simon.

Praticare in Italia: Barbara Travanini, una famiglia di Ashtangi a Brescia

Barbara Travanini e il figlio Andrea, intenti nella pratica

Ho incontrato Barbara Travanini lo scorso anno al workshop di Mark Robberds a Torino. Il suo tappetino era davanti al mio, e ricordo di aver ammirato la sua forza e determinazione nella pratica. Siamo poi entrate in contatto su facebook, e tuttora ci sentiamo spesso per condividere opinioni e suggerimenti sulla pratica. Barbara mi ha colpito anche per il modo in cui è riuscita ad unire pratica e gestione familiare: suo figlio è diventato a sua volta insegnante di Ashtanga e l’affianca nella shala di Brescia, dove insieme portano avanti la tradizione, invitando spesso grandi maestri (Kristina Karitinou e Gabriele Severini, ad esempio). Consiglio a chiunque abiti a Brescia o in zona di andare a praticare con lei: un suo input è bastato a farmi salire in verticale sulle mani in meno di un minuto! Non solo: ascoltate i suoi consigli su come affrontare le delicate età della donna. Decisamente interessanti, eccoli per voi…

FDE: Non solo insegnante di Ashtanga, ma anche madre di un insegnante: raccontami come sei riuscita a far appassionare tuo figlio a questa disciplina, e cosa vuol dire gestire la Shala di Brescia insieme a lui, vivere lo yoga a 360 gradi in famiglia.

Barbara in Pincha Mayurasana

BT: La mia scelta di insegnare Ashtanga a Brescia, secondo la tradizione di Pattabhi Jois scaturisce da una evoluzione maturata nel corso del tempo. L’ho praticato e studiato a fondo in modo da poterlo trasmettere autenticamente, e lo reputo estremamente completo. In famiglia non ho mai imposto la pratica, ho sempre lasciato la massima libertà di scelta; d’altra parte lo yoga costituisce la nostra vita quotidiana. Andrea, mio figlio, che gestisce con me la nostra Shala, ha iniziato molti anni fa a frequentare le mie classi, fino a seguirmi insieme al resto della famiglia nei ritiri dedicati alla pratica. Ha sviluppato nel corso del tempo una pratica autonoma e quotidiana; dotato di un forte spirito di determinazione, mi ha molto aiutato e spronato nella gestione sia della Shala che delle nostre stesse pratiche, tant’è che da diverso tempo pratichiamo quasi tutti i giorni alle 4:30 del mattino, in modo da iniziare al meglio le classi Mysore dalle 6:30. Insieme riusciamo a creare armonia durante le lezioni e sicuramente non mancano fra di noi momenti di accesi confronto, sempre però costruttivi. Siamo molto fieri ed entusiasti di diffondere l’Ashtanga a Brescia e siamo anche naturalmente molto grati a tutti nostri studenti, che ci offrono l’occasione di crescere insieme.

FDE: in un tuo commento ad un mio recente post, hai affrontato un argomento “tabù” nello yoga, di cui invece vorrei si parlasse di più: praticare Ashtanga avvicinandosi alla menopausa. In che modo la pratica ti aiuta ad affrontare questo momento?

Barbara in Kapotasana

BT: La menopausa è un momento naturale nella vita di una donna e la pratica dell’Ashtanga aiuta tantissimo, direi che è addirittura fondamentale in questo periodo. Personalmente mi sono ritrovata in menopausa senza accorgermene, praticando. Proprio nel momento in cui mi ci approssimavo, iniziavo ad a affrontare anche la terza serie (advanced A); E’ stata quindi una fase cruciale per me, sia come yogini che come donna. Menopausa è solitamente sinonimo di una fase di “declino”, mentre la terza serie, essendo appunto “advanced”, richiede grande intensità e vigore; ho avuto quindi il timore di cedere alle convenzioni su questa fase della vita e ho creduto fosse per me inarrivabile. Anni addietro, tuttavia, un’insegnante che già aveva affrontato questo momento, mi aveva insistentemente consigliato di non cedere all’età e di continuare sempre con la pratica. Queste parole agirono come un mantra in questa fase e di conseguenza non mi arresi, tant’è che praticavo e pratico tutt’ora quotidianamente la seconda e la terza serie insieme. Advanced A è denominata anche “Sthira Bhaga”, ossia “sublime serenità”, parole pregnanti e azzeccatissime. Col tempo, infatti ho sentito davvero una sublimità nel mio animo e la mia pratica ha fatto un salto di qualità. Per quanto riguarda anche la mia esperienza come insegnante, da diversi anni abbiamo molte allieve che hanno cominciato quando erano già entrate in menopausa; abbiamo constatato quanto sia efficace la pratica quotidiana, non solo riguardo alle serie avanzate, ma anche semplicemente la prima serie, che apporta vantaggi indiscutibili su tu i piani, ringiovanendo mente e corpo ed eludendo i pericoli di una senilità precoce, che si sviluppa molto spesso prima nella mente e successivamente nel corpo. A mio avviso la menopausa non è semplicemente una fine, ma è anche un momento di forte rinascita e di riscoperta di sé. Molte donne si lasciano spesso condizionare e smettono di vivere credendo sentendosi ormai anziane o quant’altro, perdendo così tanto tempo; lo yoga ci insegna a dire sì alla vita, e credo sia sempre attuale l’affermazione di Seneca, secondo cui non abbiamo poco tempo, ma ne perdiamo tanto! Nessuno è esentato dalla pratica dello yoga e non ci sono scuse valide per non farlo, lo si comprende solo mettendolo in pratica.

FDE: Donne e serie avanzate dell’Ashtanga. Ci sono molti pregiudizi al riguardo, eppure nella mia esperienza personale, alcune delle posizioni più avanzate sono di grande aiuto alle donne, proprio perché sviluppano la forza di cui abbiamo bisogno in questo momento sociale. Cosa ne pensi? E quali sono gli asana a tuo parere più utili alle donne?

BT: Come già accennato sopra, mi ritrovo a praticare la serie avanzata a 50 anni inoltrati, e ho da poco concluso un intensive, dove per quindici giorni ho praticato la seconda e terza serie in full vinyasa, seguite dalla led primary series, pranayama e tecniche di adjustments fino a tarda ora, per un totale di dieci ore al giorno. Ne sono uscita estremamente fortificata, sia fisicamente che mentalmente, e lo stesso è stato confermato dagli esiti dei controlli medici (ormonali inclusi) effettuati prima e dopo il corso. Non consiglierei degli asana in particolare, perché ritengo che l’essenza di queste sequenze e di conseguenza tutti i benefici ad esse correla , non siano soltanto nelle singole posture, ma in quella consequenzialità che caratterizza il vinyasa, la struttura della pratica degli asana, da cui si produce una vera e propria meditazione in movimento. Quindi consiglio di enfatizzare non tanto il singolo, ma il tutto della pratica, in quanto ritengo che l’Ashtanga sia un metodo completo, includendo ad esempio l’importanza delle posizioni sulle mani e perché no dei salti per sviluppare e mantenere una certa forza e stamina, ma anche delle aperture delle anche per lavorare sul centro energetico del bacino eliminando quindi tensioni profonde in genere nella bassa schiena e le aperture del petto e quindi del centro energetico del cuore. In generale questa pratica tende a regolare l’equilibrio ormonale, riducendo gli eccessi del nostro elemento predominante. Reputo inoltre molto rilevante per noi donne in questa fase ossigenarci nel modo più consono ed efficace, incrementando le sedute di pranayama.

Barbara Travanini

Barbara è nata a Brescia nel 1966. Incontra lo yoga durante l’adolescenza con Annalise Christensen prima e Dona Holleman poi, fra le prime e maggiori insegnanti al mondo. Si certifica con lei all’insegnamento, dopo un lungo e intenso percorso di formazione. Nel 2005 trova l’Ashtanga yoga secondo la tradizione di Pattabhi Jois, e partecipa a numerosi workshops con Elena De martin, Kino Macgregor, Eddie Stern, Mark e Joanne Darby, Manju Jois, Mark Robberds. Frequenta il teacher training di Manju Jois e conosce Sharath Jois durante il suo tour annuale. Da questo incontro decide di dedicarsi esclusivamente alla pratica Ashtanga. Nel 2010 conosce Kristina Karitinou-Ireland. Si reca annualmente in ritiro da lei a Creta e sotto la sua guida chiude la seconda e la terza serie. Di notevole rilevanza per il suo percorso formativo è anche Gabriele Severini, che incontra nel 2011 e segue periodicamente affinando la pratica. Per quanto riguarda il suo insegnamento, rimane salda ai principi dell’Ashtanga, che le ha permesso di evolversi e sbocciare definitivamente come yogini.

Per i prossimi eventi in programma ad Ashtanga Yoga Brescia, cliccate qui!

Praticare in Italia: Ashtanga Yoga Napoli, la tradizione sotto il Vesuvio

Prosegue il mio personale giro d’Italia nello Yoga con una città a cui sono particolarmente affezionata, perché la mia famiglia affonda le sue radici proprio lì: la meravigliosa Napoli, cuore appassionato del nostro Paese, città dall’anima ospitale e calda, dove la tradizione dell’Ashtanga è portata avanti con amore da Valerio Pandolfi e Cristiana Signorelli. Dall’austero mondo della giustizia (erano entrambi avvocati) sono arrivati allo Yoga guidati da maestri davvero eccezionali. Ecco la loro storia, e tutte le informazioni per raggiungerli e per partecipare a workshops davvero importanti, in calendario nei prossimi mesi.

Valerio Pandolfi e Cristiana Signorelli fotografati da Alessandro Sigismondi

FDE: Come nasce Ashtanga Yoga Napoli? Chi sono Valerio Pandolfi e Cristiana Signorelli, e come è nata la passione per lo Yoga e per il suo insegnamento?

VP: Mi sono avvicinato all’Ashtanga Yoga per curiosità, grazie al libro di David Swenson, ma la mia prima maestra in assoluto è stata Nancy Gilgoff. E’ bastata una sola classe nella sua shala a Maui, Hawaii, per decidere che avrei trascorso più tempo possibile in quel luogo, per apprendere da Nancy l’Ashtanga Yoga tradizionale, così come insegnatole, in maniera intima e personale, da Sri K Pattabhi Jois all’inizio degli anni Settanta. Dopo un primo periodo di due mesi, ho continuato, anno dopo anno, a recarmi alle Hawaii per lunghi cicli di studio con Nancy. Intanto, stanco del lavoro di avvocato, che stava assorbendo gran parte delle mie energie, non perdevo occasione per seguire, in Italia ed Europa, workshops e corsi di formazione per insegnanti, soprattutto con David Swenson e Manju Pattabhi Jois, figlio primogenito di Sri K Pattabhi Jois, il padre dell’Ashtanga Yoga. Non avevo intenzione di insegnare, volevo semplicemente ricaricarmi, perfezionare la tecnica ed apprendere l’arte dello Yoga da questi grandi Maestri. Un incidente in moto ha rischiato di interrompere bruscamente il mio percorso. A causa di una seria ernia cervicale, tutto il lato sinistro del corpo si era indebolito. Giunto al punto di non riuscire a reggere un bicchiere d’acqua, decisi di tornare da Nancy, alle Hawaii e dedicarmi completamente all’Ashtanga Yoga Therapy. Sapevo che lo Yoga si sarebbe preso cura di me. Avrei rincontrato anche Manju Jois, che sarebbe rimasto a Maui per un lungo periodo. Un giorno, durante il suo workshop, in una shala gremita di yogi esperti ed entusiasti, mi sono ritrovato “mat to mat” accanto a David Williams, l’uomo che, insieme a Nancy Gilgoff, ha presentato Sri K Pattabhi Jois e suo figlio Manju all’Occidente, negli anni Settanta. David Williams, venuto a salutare Manju, ha praticato insieme a noi e dopo la pratica ci siamo conosciuti e gli ho parlato del mio problema al collo. David mi ha invitato a nuotare con lui quello stesso pomeriggio, per mostrarmi alcuni movimenti in acqua che, accompagnati dalla pratica yoga quotidiana, mi avrebbero dato enorme sollievo. Abbiamo passato il pomeriggio insieme ed il feeling è stato immediato. Così, ho trascorso i successivi sei mesi studiando con Nancy di mattina e con David di pomeriggio: un’autentica full immersion! In quei mesi, David Williams mi ha insegnato il Pranayama, completo e tradizionale, così come insegnatogli da Sri K Pattabhi Jois nel 1973. Il Pranayama è diventato subito parte integrante della mia pratica quotidiana e sarò sempre grato a David per questo dono. Al termine di quella esperienza, ero guarito. A dire il vero, non mi ero mai sentito così bene e decisi di dedicarmi a tempo pieno alla condivisione di quanto appreso, con la benedizione di Nancy Gilgoff, David Williams e Manju Pattabhi Jois. Lo stesso Manju, dopo anni di studio e verificata la serietà delle mie intenzioni, mi ha autorizzato ufficialmente ad insegnare la Prima Serie e la Serie Intermedia dell’Ashtanga Yoga, nel rispetto del metodo di suo padre.

Ashtanga Yoga Napoli nasce dall’intreccio di questa storia con quella della mia compagna, Cristiana Signorelli.

CS: Pratico yoga da circa vent’anni. Mi resi conto che lo sport eccessivo, praticato fino ad allora, mi logorava il corpo e non mi calmava la mente. Approcciai diversi tipi di Yoga, ma nessuno, come l’Ashtanga, mi ha dato l’equilibrio e la consapevolezza di me stessa. Ho cambiato molti insegnanti di asana, ma i veri Maestri li ho incontrati alle Hawaii, dopo quindici anni di pratica: Nancy Gilgoff e David Williams. Sono stati loro a farmi davvero comprendere la magia dell’Ashtanga Yoga. Anche io facevo l’avvocato, ma per passione insegno ormai da quindici anni e mi gratifica sapere che alcuni dei miei ex alunni sono ora dediti all’insegnamento.

Ashtanga Yoga Napoli nasce dal desiderio di contribuire, nel nostro piccolo, a mantenere in vita gli insegnamenti di Krishnamacharya e Sri K Pattabhi Jois. Da cinquemila anni, l’Ashtanga Yoga ha dimostrato la sua efficacia e per questo motivo riteniamo essenziale restare fedeli alla tradizione e divulgare il metodo che ha portato enormi benefici alla nostra vita.

FDE: Avete studiato a lungo con Manju Jois, Nancy Gilgoff e David Williams. Ospiterete Nancy e David a breve. Cosa vi hanno trasmesso questi tre insegnanti? Il primo, figlio di Sri K. Pattabhi Jois; la seconda, una tra le prime occidentali ad incontrare Guruji nel lontano 1973…, il terzo, quasi una leggenda vivente…

VP: Manju Jois è una persona straordinaria: semplice, umile e sempre disponibile, ci ha trasmesso la leggerezza e la gioia della pratica. Inoltre, il suo immenso bagaglio gli consente di dispensare asana, come medicine, per ogni tipo di patologia, così come insegnatogli dal padre. Nancy Gilgoff ci ha trasmesso la tecnica, la disciplina e l’integrità dell’Ashtanga, oltre all’importanza della concentrazione, durante  tutta la pratica, sul flusso energetico. Il motto di David Williams è “if it hurts, you’re doing it wrong”. Lo Yoga serve ad aumentare il prana, l’energia vitale e niente riduce il prana più del dolore. Nel momento in cui inizia il dolore, finisce lo Yoga.

FDE: Napoli è una città piena di contraddizioni, anche frenetica e caotica. Qual è il profilo del praticante del vostro centro? E quale approccio suggerite a chi si avvicina allo Yoga per la prima volta?

CS: I Napoletani hanno un’energia vulcanica, che in molti casi non sanno incanalare: noi gli insegniamo a farlo attraverso il respiro, che li aiuta a riconnettersi con la loro parte più intima. Non smettiamo mai di ricordare, ai nostri allievi, l’importanza del respiro. La mente viaggia alla stessa velocità del respiro. Se il respiro si calma, la mente si calma ed il corpo si scioglie. Come ripeteva spesso Sri K Pattabhi Jois: “Body is not stiff, mind is stiff”.

FDE: Quale lettura Yogica ritenete indispensabile per il praticante moderno? E qual è il vostro insegnante di riferimento, oggi?

CS e VP: Il testo che consigliamo è “Pranayama, la dinamica del respiro” di Andre Van Lysebeth. I maestri di riferimento, con i quali continueremo a studiare, sono Manju Pattabhi Jois, Nancy Gilgoff, David Williams. Stimiamo molto anche David Swenson, altro grandissimo Maestro e fonte di grande ispirazione.

FDE: Quali sono o prossimi eventi organizzati da Ashtanga Yoga Napoli?

CS e VP: Il 19 e 20 luglio, David Williams, per la prima volta a Napoli, sarà con noi per un workshop di due giorni. Il 12-15  ottobre, dopo la bella esperienza dello scorso anno, Nancy Gilgoff tornerà a trovarci a Napoli per un Practitioners Clinic di quattro giorni per sole venti persone. L’11 e 12 novembre sarà la volta di Manju Pattabhi Jois.

Per info ed iscrizioni: http://www.ashtangayoganapoli.it/workshop/

Sito web: www.ashtangayoganapoli.it

Valerio insieme ai suoi tre maestri: da sinistra, David Williams, Valerio, Manju Jois e Nancy Gilgoff

Praticare in Italia, Torino part 2: Lorenzo De Palo

Torino, città magica per eccellenza, ospita un altro insegnante di Yoga che desidero farvi conoscere. Si tratta di Lorenzo De Palo, che ho conosciuto quando vivevo a Milano e frequentavo La Yoga Shala, diretta da Elena de Martin, a cui ho dedicato un lungo post tempo fa. Lorenzo insegna oggi a Torino, e da subito mi ha colpito per la sua dedizione e la sua umiltà. This is Life, il centro polifunzionale dove si svolgono le sue lezioni, si trova in via Roasio 22. Ma facciamo due chiacchiere con Lorenzo, e ascoltiamo la sua storia…

FDE Quando, con chi e come hai iniziato a praticare Yoga?

 LDP: Molto spesso ci si avvicina allo yoga perché si ha un problema, o perché si ha voglia di svoltare una situazione lavorativa faticosa e piena di stress (io lavoravo in una agenzia di pubblicità) o perché l’ansia ha iniziato a non farci dormire più la notte e affidiamo al corso di yoga il grande compito di “farci rilassare”. Io, ho iniziato a praticare perché ho avuto due pneumotorace — tecnicamente, il collasso del polmone — sempre lo stesso, quello di sinistra, vicino al cuore.  Ho scoperto l’Ashtanga Yoga nel 2011 grazie ad Alessandro Sigismondi (allora mio vice-direttore creativo, oggi autorizzato KPJAYI)  e ho deciso di avvicinarmi a questa pratica con Gianrenato Marchisio (Autorizzato KPJAYI) e Stefania Valbusa con i quali studio e pratico regolarmente ancora oggi. Da subito ho compreso come l’aspetto ‘fisico’ della sequenza fosse solo la punta dell’iceberg di un processo di cambiamento e come lo yoga stesse già iniziando a cambiare la mia vita. In questo contesto ho conosciuto Elena De Martin  (Autorizzata Liv. II KPJAYI). Un incontro importante con un’insegnante che è diventata per me fonte di ispirazione e determinazione nell’approfondimento della pratica nella tradizione di Mysore. Negli anni successivi ho proseguito gli studi anche con il contributo di Kristina Karitinou (2013-2015-2017) e con grandi maestri come Eddie Stern (2014 e 2016), Chuck Miller (2014), Gabriele Severini (2012 e 2015), R. Sharat Jois (2015) e recentemente ho studiato con David Swenson, con il quale ho approfondito le tecniche di insegnamento e di correzione delle posture.  Nella continua ricerca del/nel Dharma ho iniziato gli studi presso il centro Buddista Tibetano Milarepa qui a Torino e ricevo insegnamenti e iniziazioni nella tradizione Karma Kagyu dal Lama Shartul Rinpoche.

Lorenzo De Palo in Marichyasana D

FDE: Cosa significa oggi per te praticare? In che modo ha influenzato la tua vita?

LDP: Praticare per me rappresenta la quotidianità, la continua connessione e il continuo feedback tra la rappresentazione di me e la manifestazione di me. Semplicemente io avevo, forse ho ancora, un caratteraccio e l’Ashtanga mi ha insegnato come non esserne più schiavo, mi ha insegnato ad andare oltre al ‘sono fatto così’, a superare i miei rigidi schemi e mi ha insegnato la voglia di cambiare idea e di sentirmi in definitiva, meno stupido. Scegliere e prendere delle decisioni lontani dai nostri condizionamenti (la nostra storia) essere liberi di trasformare un giorno qualsiasi in un giorno nuovo per davvero: questo è quello che la pratica mi insegna ogni giorno. E cosa è cambiato dal 2011? Tutto.

FDE: Come ti sei avvicinato all’insegnamento, e quali sono i metodi che trasmetti ai tuoi studenti? Seguendoti, ho visto che hai introdotto anche lo Yin Yoga…

LDP:Insegnare non era un progetto e se lo fosse stato non mi sarei mai sentito pronto probabilmente. Ho iniziato lo scorso giugno  presso il centro This is Life a Torino con due lezioni guidate di introduzione all’Ashtanga Yoga. Il focus di queste lezioni è sempre e solo il respiro: non mi interessa in questo contesto l’esecuzione delle Asana quanto invece la costruzione del flusso in cui il movimento si compie, e questo può solo avvenire per mezzo del respiro elemento fondamentale per innescare quello che chiamo – “il processo”. In queste lezioni cerco di dare molte indicazioni a livello fisico/anatomico affinché le persone possano iniziare a sentire e attivare il proprio corpo in maniera più profonda. Spesso mi chiedono cosa c’entra tutto questo con lo Yoga? Non parlo mai di cielo, stelle e chakra. Beh io sono convinto del fatto che il cambiamento arrivi tramite l’esperienza diretta, l’esperienza diretta la si matura con la presenza, la presenza la si costruisce con il respiro: quindi dobbiamo imparare a respirare e come? Cercando di creare spazio, allineamento e allungamento nel nostro corpo, affinché il respiro possa compiersi e avvenire in maniera fluida. L’asana? L’espressione di questo processo. Lo Yin Yoga? Una vera scoperta penso sia una pratica complementare e assolutamente essenziale per chi fa uno ‘yoga dinamico’, lo Yin è come se mettesse a posto, desse un senso a quanto costruito dinamicamente, come se mettesse ordine. È anche però un ‘esercizio’ molto complesso sia a livello mentale, che fisico, le Asana da tenere non sono poi così semplici.

FDE: Cosa suggerisci ad un neofita che vuole muovere i suoi primi passi nello Yoga? Quali classi offri a chi inizia questo percorso?

LDP: Più che un consiglio, cosa dico a chi inizia? NON ABBIATE PAURA questa pratica è davvero per tutti ne sono convinto (credo di esserne un esempio), e che ognuno trovi per iniziare un po’ l’approccio che vuole, ma che a questo non manchi mai il perseverare e il rimanere in ascolto. Queste a mio avviso sono le condizioni sulla base delle quasi può succedere ‘qualcosa’. L’Ashtanga Yoga in questo si rivela una pratica meravigliosa nel giro di pochi mesi il corpo inizia a cambiare e le persone che hanno iniziato con me in questi mesi mi stupiscono di lezione in lezione.

FDE: Parlami della tua yoga shala: cosa propone oggi This is Life a Torino?

LDP: Come dicevo per quel riguarda l’Ashtanga Yoga nella Shala di This is Life offro proprio due lezioni dedicate a chi vuole iniziare questa pratica e, via via che il gruppo cresce, si consolida (ad oggi una trentina di iscritti) e, parallelamente, continua la mia formazione ed esperienza, conto di aprire un Mysore program nei prossimi mesi magari già dal prossimo settembre.

Potete seguire Lorenzo sulla sua pagina facebook: https://m.facebook.com/ashtangatorino/

Lorenzo De Palo in Trikonasana

Una pratica insieme: Vinyasa Krama a Follonica

Vinyasa Krama Special Class: Venerdì 28 Aprile, alle 18:30, presso Yoga Studio ASD in via del Fonditore 113/A a Follonica

Collaboro da tempo con Yoga Studio ASD a Follonica e con Stefano Berti, direttore del centro, con cui ho da sempre grande affinità di vedute e identico spirito di ricerca. Negli ultimi tempi abbiamo spesso parlato degli albori dell’Ashtanga Vinyasa Yoga, e di come Krishnamacharya trasmettesse i suoi insegnamenti. Come avrete avuto modo di leggere sulle mie pagine, è un approccio che mi interessa moltissimo, soprattutto perché approfondisce un ramo fondamentale dello Yoga: il Pranayama.

Nell’Ashtanga e in generale nello Yoga dinamico che viene insegnato in occidente da qualche decennio, il Pranayama ha un ruolo marginale nella grande maggioranza delle lezioni. I testi di Krishnamacharya, invece, lo vedono protagonista della pratica insieme agli Asana, sia quando questi sono praticati tradizionalmente, che quando vengono reinterpretati come Mudra. Negli ultimi mesi ho iniziato ad introdurre nella pratica queste indicazioni, ispirata soprattutto dal lavoro di Anthony Grim Hall. I risultati mi hanno sorpreso: mi sono trovata davanti ad una pratica molto intensa, seppur in modo radicalmente diverso rispetto all’Ashtanga tradizionale. La sequenza, che inizia dopo alcuni Asana preparatori e i consueti Saluti al Sole, prevede un numero inferiore di Asana (in alcuni casi sostituiti da Mudra), selezionati tra quelli della Prima e della Seconda serie, che vengono mantenuti per cicli di respirazione prolungati e arricchiti dai kumbhaka (trattenimento del respiro dopo l’inspirazione e/o l’espirazione), e da un’attivazione dei bandha molto profonda. Allo stesso tempo, la pratica mantiene ritmo e dinamicità grazie all’inserimento dei Vinyasa completi tra una posizione e l’altra. Le posizioni invertite (con varianti adatte a qualsiasi livello di pratica) sono eseguite per alcuni minuti e precedute da un’adeguata preparazione e da un Mudra. Al termine, un ciclo di Pranayama e la meditazione danno modo a mente e corpo di stabilizzarsi ulteriormente, fino al raggiungimento di una calma interiore che dura a lungo nel corso della giornata. Altra nota molto positiva, una o due pratiche di Vinyasa Krama alla settimana hanno la piacevole conseguenza (almeno per me) di regalare una rinnovata flessibilità quando torniamo a praticare in modo più “tradizionale” (anche se, a questo punto, mi chiedo se sia più tradizionale l’uno o l’altro metodo…).

I benefici psicofisici di questo modo di praticare mi hanno convinta a condividere l’esperienza con gli altri. Per questo, appena tornata in Toscana, ne ho parlato con Stefano. Insieme abbiamo pensato di proporre una special class, venerdì 28 aprile alle 18:30, presso la bellissima shala di Yoga Studio ASD, in via del Fonditore 113/A a Follonica. Spero mi raggiungerete numerosi: da questa classe partirà poi un ciclo di lezioni in cui impareremo a creare una sequenza personalizzata da praticare in autonomia, in stile Mysore. La classe è adatta a tutti i livelli di pratica. Se siete di passaggio in Maremma per il ponte del 25 aprile – 1 maggio, o meglio ancora se abitate in zona, prenotate il vostro spazio e pratichiamo insieme!

Per iscrizioni: fmderrico@gmail.com

Praticare in Italia, Torino part 1: Yoga Sutra Studio

A volte scegliere un percorso nello Yoga non è semplice. Sono moltissimi i centri che offrono corsi di Yoga, soprattutto nelle grandi città, e per chi inizia non è semplice capire se ci si è rivolti ad un insegnante preparato, con una solida pratica personale e autentico spirito di ricerca. Su queste pagine quindi mi piace proporre ogni tanto una scuola che conosco personalmente, un maestro che mi ha colpito per la sua preparazione e dedizione.

Gian Renato Marchisio è un’altra conoscenza che mi ha regalato Mysore. Una persona preparatissima, disponibile al dialogo, animata da una grande passione per la pratica, qualità che Sharath gli ha riconosciuto nel 2015 con l’autorizzazione KPJAYI all’insegnamento. Ho incontrato sua moglie Stefania, dolcissima e altrettanto cordiale e preparata, a Torino, durante il workshop di Mark Robberds che la coppia aveva organizzato lo scorso ottobre.

Insieme, conducono Yoga Sutra Studio, una Shala nel cuore del centro storico di Torino, che spesso ospita maestri internazionali e che offre corsi e classi in stile Mysore con continuità e impegno. Se siete a Torino, e avete intenzione di iniziare un percorso nello Yoga, Gian Renato e Stefania sono le guide di cui avete bisogno. Ecco una breve intervista in cui raccontano come sono arrivati allo Yoga, e quali difficoltà hanno superato grazie a questa disciplina che tanto amiamo.

FDE: Quando, con chi e come avete iniziato a praticare Yoga?

Gian Renato, Stefania e la loro bambina a Mysore

GR: Ho iniziato a praticare Iyengar Yoga nel 1998 a Torino con Maria Paola Grilli e sin da subito ho provato un piacere immenso nel sentire il corpo aprirsi nelle posizioni yoga. La dislessia, che mi ha creato imbarazzo nella vita, alla fine mi ha permesso di rapportarmi al corpo in modo più diretto, senza filtri, cogliendo la sincronicità di un movimento rotondo nelle asana, senza gli automatismi legati alla percezione verbale.

SV: Ho iniziato nel 2007 Iyengar Yoga con Gian Renato Marchisio. In quel periodo lavoravo come Project Manager per una casa editrice nel settore della moda e della bellezza, ed ero alla ricerca di una pratica per imparare a gestire i ritmi di lavoro e lo stress. Dal momento in cui ho iniziato la pratica dello yoga è stato come se la mia energia vibrasse ad una lunghezza d’onda diversa e nulla è stato più come prima, nel lavoro e nella vita privata..

FDE: Cosa significa oggi per voi praticare? In che modo ha influenzato la vostra vita?

Gian Renato Marchisio by Alessandro Sigismondi

GR: La pratica è stata una rivelazione. Sin dalla prima volta ho sentito che era la mia strada, quello che volevo fare nella vita. La pratica mi ha aiutato inoltre ad uscire da un percorso segnato da medicinali ed ospedali a causa dell’asma, permettendomi di recuperare in pieno la mia salute. Lo yoga, dal mio punto di vista può trasformare uno svantaggio iniziale in una vera opportunità di crescita. Praticare quotidianamente significa scoprire il rapporto che ho con il mio corpo e con l’ambiente che mi circonda attraverso le meraviglie dei giochi muscolari e della potenza del respiro. Alla fine noi siamo come respiriamo…

SV: Quando ho iniziato a praticare ero molto sotto stress e lo yoga mi ha permesso di vedere con maggior chiarezza, di dare il giusto peso alle cose e imparare a scegliere giorno per giorno cosa voglio diventare. La pratica mi ha letteralmente cambiato la vita accompagnandomi nella scelta radicale di lasciare il mio precedente lavoro e dedicarmi interamente ad essa. E’ iniziato un percorso che mi ha portato a scegliere una vita più piena e felice. La pratica quotidiana mi permette di ascoltarmi, di accogliere le mie debolezze e di lavorare per trasformarle in punti di forza. Di accettare il fluire della vita e le sue trasformazioni.

FDE: Come vi siete avvicinati all’insegnamento, e cosa offre oggi la vostra Shala ai praticanti?

GR: Ho approfondito per sei anni lo studio dell’Iyengar Yoga a Pune e Blacon con Faeq Biria e mi sono diplomato nel 2005 insegnante Iyengar Yoga. Dopo un percorso di altri quattro anni con Dona Holleman sono diventato insegnante secondo il suo metodo, Centered Yoga, ma sin dal 2005 ho cominciato ad interessarmi all’Ashtanga Yoga, affascinato dai giochi sincronici tra movimento e respiro, iniziando a praticare con Lino Miele, Kristina Karitinou Ireland, Mark D’Arby, Chuck Miller, Elena De Martin, Mark Robberds. Nel 2012 sono stato autorizzato all’insegnamento da Manju Pattabhi Jois e ho iniziato a frequentare il KPJAYI di Mysore per studiare con Shri R.Sharath Jois, dal quale ho ricevuto l’autorizzazione ufficiale all’insegnamento dell’Ashtanga Yoga nel gennaio 2015.

Stefania Valbusa by Alessandro Sigismondi

SV: Innamoratami della pratica, sono presto entrata nel percorso di formazione in Centered Yoga con Dona Holleman al termine del quale sono diventata insegnante del metodo. Nel 2011 ho iniziato a praticare Ashtanga Yoga con Kristina Karitinou e a frequentare il suo percorso di formazione, seguendo inoltre seminari con Lino Miele, Elena De Martin, Chuck Miller, Manju Jois. Dal 2013 studio con Sharath Jois presso il KPJAYI di Mysore.

Organizzata in due sedi vicine nel cuore di Torino, Yoga Sutra Studio offre una vera e propria “casa” per la pratica. A partire dall’apertura alle 6,30 del mattino, abbiamo circa 6 classi al giorno dal lunedì al venerdì tra classi guidate e Mysore Style per l’Ashtanga Yoga, classi di Centered Yoga e Passaggi Armonici, e tre classi il sabato mattina, oltre a cicli di seminari di approfondimento dedicati all’Ashtanga Yoga e al Vinyasa due domeniche al mese. Organizziamo a giugno settimane intensive dedicate all’Ashtanga Yoga e invitiamo insegnanti internazionali (da Chuck Miller a Mark Robberds, Petri Raisanen e molti altri) per contribuire alla diffusione della cultura dell’Ashtanga Yoga.

FDE: Cosa suggerite ad un neofita che vuole muovere i suoi primi passi nello Yoga? Quali classi offrite a chi inizia questo percorso?

GR e SV: Al neofita suggeriamo di scegliere con attenzione una scuola con le giuste referenze per il metodo che desidera seguire, con insegnanti dalla formazione attestata e verificabile. Chi inizia con noi nelle classi guidate ha la possibilità di sviluppare la pratica personale quotidiana e crescere nello studio tecnico delle asana. Impostiamo un lavoro personalizzato che rispetti ogni praticante nella sua unicità, con il suo bagaglio quotidiano di esperienze, vissuto, emozioni scritte sul corpo. Non abbiamo fretta di dare asana su asana bensì calibriamo il lavoro sulla base della maturità fisica, energetica e respiratoria del praticante consolidate dalla pratica costante. Chi lo desidera trova da noi la possibilità di praticare tutti i giorni e sceglie quindi in libertà quanto tempo dedicare alla pratica.

– Francesca d’Errico, 2017