Le anche, sede delle emozioni

In questi giorni sto preparando un workshop dedicato alle asana che possono favorire l’apertura delle anche, area del nostro corpo spesso costretta in posizioni innaturali dal nostro stile di vita. Oltre a selezionare asana e ideare sequenze adatte al rilassamento e all’apertura della pelvi, mi sto interrogando sul rapporto tra simbologia e anatomia di questa zona così importante del nostro corpo.

Nella pratica Yoga, diventiamo consapevoli della nostra tendenza a trattenere tensioni emotive in diverse parti del corpo: le anche, tuttavia, meritano particolare attenzione in quanto associate in modo particolarmente intenso al bagaglio emotivo individuale. Molti maestri si riferiscono a quest’area come alla sede di emozioni con cui non vogliamo confrontarci – e in effetti questa zona così centrale, così legata al concetto di apertura eppure di così difficile accesso, è il luogo perfetto per nascondere i sentimenti “negativi”. Ma dal punto di vista fisiologico, come è possibile che il nostro bagaglio emotivo finisca proprio nelle anche?

Sul piano simbolico e fisico, possiamo considerare la centralità di questa zona in relazione al nostro corpo. Vero e proprio centro di gravità nel corpo femminile, quest’area è facilmente associabile alle emozioni che è in grado di contenere; anche per l’uomo, comunque, la pelvi è la sede del movimento, la base di un corretto allineamento, equilibrio e postura. E’ in quest’area che il nostro sistema nervoso periferico, coinvolto nella stimolazione della risposta emotiva oltre ad altre funzioni, stabilisce le connessioni necessarie a sostenere la sopravvivenza nei momenti di stress emotivo. Fin dalla nascita, la risposta del sistema nervoso simpatico può stimolare una forte contrazione dei flessori del corpo, avvicinando le costole agli organi interni e portando le ginocchia al petto (la famosa posizione “fetale”). In questa azione i muscoli delle anche, in particolar modo il complesso dell’ileopsoas, si attivano istintivamente, impedendone l’apertura. Lo psoas è un muscolo unico in quanto è l’unico muscolo che connette la colonna vertebrale alle gambe, ed è direttamente connesso al sistema nervoso centrale che attraversa la colonna vertebrale fino al cervello. Lo psoas è inoltre connesso al diaframma tramite la fascia (tessuto fibroso): vediamo quindi come questo muscolo sia importante anche nell’attività respiratoria.

Questi cenni anatomici rendono abbastanza facile comprendere la relazione tra le anche e i riflessi istintivi associati alla paura e allo stress. Le anche sono sorrette dai muscoli più forti del nostro corpo, e possono sostenere in un istante tutta l’energia necessaria ad esprimere il potenziale cinetico del corpo. Tuttavia, sono rari i casi in cui questa possiamo esprimere questa potenza quando siamo sottoposti a stress – e dobbiamo accontentarci di reagire da umani del XXI secolo. La rigidità che spesso incontriamo nelle anche è spesso dovuta all’incapacità di rilassamento dei muscoli, soggetti a ripetute contrazioni da stress meccanico o psicologico. Questa rigidità inibisce ulteriormente il rilassamento perché quando lo psoas è contratto, la respirazione addominale profonda è compromessa: e sappiamo bene come il respiro sia, soprattutto nello Yoga, la chiave  di accesso al raggiungimento di uno stato di calma.

Ecco perché le posizioni che tendono ad aprire le anche diventano, soprattutto per noi occidentali, di grande importanza. Oltre a rendere la nostra postura più rilassata, il lavoro svolto su quest’area favorisce la respirazione e la risoluzione di emozioni che non vogliamo affrontare – o che magari abbiamo inconsapevolmente seppellito. Vi aspetto quindi sul tappetino il 1 marzo, presso Love Light Joy in via dei Crollalanza a Milano, per esplorare insieme le sequenze più adatte al rilassamento e all’apertura di quest’area in modo creativo, fluido e gioioso. Il workshop sarà diviso in due sezioni, una dedicata a chi si avvicina ora allo yoga, e l’altra a chi pratica da tempo e vuole esplorare nuove sequenze, accessibili ma impegnative. A presto!